Haiti: nuove scosse e bimbi vivi sotto le macerie: la salvezza ora è il mare

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Non c’è alcuna tregua sull’isola colpita dal terremoto; nuove scosse colpiscono periodicamente lo stato haitiano; la più violenta stamattina presto, di magnitudo 6.1, ha fatto crollare altre strutture, tra quelle poche rimaste in piedi. Si pensi che il sisma che ha provocato la catastrofe otto giorni fa fu di magnitudo 7.

A seguito di questo terremoto molte persone sono rimaste sotto le macerie, ma un problema ancora maggiore viene dallo sfinimento della popolazione, assediata dalle sciagure di diversa provenienza a cui devono,ma non possono fare fronte. Ieri sera prima che si verificasse il  più recente movimento tellurico era stata estratta viva dalle macerie una ragazzina di 11 anni, salvataggio originiariamente segnalato su Twitter, uno dei maggiori social network. La ragazzina, seppur dimagrita, è ora in buona salute ed in mano a medici che la riabiliteranno completamente in breve tempo.  Altre otto persone hanno avuto la stessa fortuna, tra le quali  una neonata, sopravvissuta per un tempo imprecisato senza mangiare e senza bere, probabile comunque sia rimasta sepolta viva fin dal 12 Gennaio, un miracolo.

La nuova scossa ha pero gettato ancora una volta nel panico la popolazione haitiana. Le iniziative di soccorso paradossalmente si vedono ostacolare proprio dai destinatari del loro aiuto. L’esasperazione porta a gesti controproducenti, così anche la distribuzione di cibo e acqua diventa un’operazione rischiosa e di conseguenza molto più lenta. Gli haitiani sembra si stiano suddividendo in diverse frange. Chi resiste, chi scappa e chi invece si organizza in bande che compiono razzie, per fame, ai danni di possieda qualcosa.

Chi resiste spera negli aiuti umanitari provenienti da tutto il mondo, ma sfoghi come “Siamo stanchi, abbiamo fame, abbiamo sete e nessuno ci aiuta. Fate qualcosa” sono all’ordine del giorno. Il problema di “fare qualcosa” deriva oltre che dalla difficilissima situazione in sè, anche dalle continue scosse, che modificano ogni volta  che si verificano l’agenda degli interventi, il numero di vittime, la priorità delle emergenze, la sicurezza delle notizie sulle quali ragionare per pianificare gli stessi interventi. Deriva poi dagli sciacalli e in generale dalla criminalità  che in queste situazioni dilaga inevitabilmente a macchia d’olio. E’ comunque molto difficoltoso descrivere e soprattutto comprendere  precisamente la situazione, dato che anche chi è sul posto non ha la possibilità di farlo.

Il nuovo fenomeno che si sta verificando in quest ore è la fuga: c’è chi sceglie di saltare su un camion e raggiungere il sud del paese, dalle parti di Cayes, dove il terremoto non ha avuto conseguenze gravi, c’è invece chi preferisce il mare e sono a migliaia che, ammassati sui moli, cercano di dimenticarsi una parte, assurda, della loro esistenza, allontanandosi il più possibile dall’inferno in cui sono piombati, attraverso il mare appunto, da sempre sinonimo di speranza , la speranza di poter vivere in un mondo migliore.

A.S.