Haiti: su facebook è il turno della vergogna di chi offre “la copulazione con donne cadaveri”

Il settore di interesse di questo “gruppo” nato su facebook, dopo il terremoto che ha sconvolto l’isoala di Haiti, sono i “viaggi”.
Ma i “viaggi” che questo gruppo di facebook offre sono particolarmente discutibili. Non si è ancora placata la polemica sui gruppi di facebook che hanno incitato per alcune ore alla morte degli haitiani al grido di Crepate luridi terremotati, che è già la volta di un nuovo “gruppo” destinato a generare sicure polemiche.

Si sono ribattezzati A.V.P.N. acronimo che starebbe per Agenzia Viaggi per Necrofili e il loro obiettivo dichiarato sarebbe quello di “organizzare delle settimane tra gli splendidi scenari haitiani.” Sempre sul loro profilo vengono specificati i contenuti del “pacchetto turistico”. Tra le voci compare la “copulazione con donne cadaveri tra i 7 e 97 anni”. Questa AVPN quindi intenderebbe rivolgersi ai necrofili. Gli ideatori del “gruppo” hanno specificato che il loro intento sarebbe espressione di “goliardia”.

Ergo, sarebbe espressione di goliardia un “gruppo” che presenta la foto di un uomo abbracciato in un letto con un cadavere avviato alla putrefazione. Ergo, sarebbe espressione di goliardia un “gruppo” che sottolinea che “il 5% dei ricavi” derivanti dalla vendita di questo pacchetto sarà destinato alla ricostruzione dei “locali notturni” di Haiti. Tutto questo appunto sarebbe espressione di goliardia. I membri di questo “gruppo” sono 126 e non mancano le critiche di molti utenti di facebook che parlano di “vergogna”.

Tra i media che hanno riportato la notizia, molti hanno fatto un parallelismo tra questo “gruppo” e analoghi gruppi su fb che generarono polemica all’indomani del terremoto in Indonesia. Anche allora il target di riferimento era quello dei necrofili.

E’ chiaro che nessuno proponga seriamente dei pacchetti turistici per “copulare” con i morti del terremoto. Ma è altresi chiaro che neppure dinanzi ad una tragedia simile, si fermi la voglia di banalizzare e ridere, per poi rifugiarsi comodamente nel diritto alla “goliardia”, la quale è ben altra cosa della cattiva abitudine di giocare con i tasti, perchè non si sa come passare le giornate.

Enzo l.