Minorenne di Trieste offriva prestazioni sessuali a sessantenne in cambio di ricariche telefoniche

La Squadra Mobile di Trieste ha fermato una situazione alquanto disgustosa che coinvolgeva una tredicenne di Trieste.

La ragazzina, ancora quasi bambina, offriva prestazioni sessuali di ogni sorta al fine di ottenere in cambio delle ricariche per il cellulare. Gli uomini coinvolti in questa ennesima vicenda di pedofilia sono un sessantacinquenne, per giunta amico di famiglia, un quarantacinquenne arrestato in dicembre, nonché un giovane colombiano di soli venticinque anni arrestato martedì

La vera tragedia è che, da quanto emerso finora, la protagonista della vicenda ormai viveva questa sorta di “accordo” quasi come fosse una normalità.
Il motivo di tanta disinibizione potrebbe risiedere nella parole della ragazzina la quale ha raccontato che i suoi primi approcci sessuali risalgono, più ameno, a quando era davvero una bimba. A sette anni sono iniziate le molestie nei confronti della piccola, si sta cercando di estrapolare il nome di questo primo responsabile, tale oscenità ha poi creato, nel tempo, questo sordido accordo per il quale avere rapporti con uomini adulti e maturi diventava quasi un’orribile “normalità”.

Così, la tredicenne, abituatasi presto a fare i conti con certe attenzioni speciale riservategli dagli uomini e, sicuramente, ormai vittima di una visione totalmente distorta della realtà, della sessualità e, purtroppo, della propria età, ha, in qualche modo, volto la vicenda a “proprio favore” tentando, ingenuamente, di chiedere in cambio qualche favore. E cosa può desiderare una ragazzina di tredici anni? Ricariche telefoniche, qualche euro per togliersi dei piccoli sfizi e soprattutto regalini da parte di questi uomini/orchi.

Un prezzo molto basso se si pensa al danno che, irrimediabilmente, le è stato cagionato. Al momento si continua ad indagare in quanto, man mano che si approfondisce la vicenda, emergono nuovi nomi. Urge fare estrema chiarezza e capire quanti uomini abbiano approfittato di questa situazione gravissima.
Nella speranza che il tempo e un mirato aiuto possano non di certo cancellare, bensì lenire, le ferite che sono ormai solchi per questa, non ancora, ragazza.

Valeria Panzeri