Napolitano: su immigrazione e lavoro servono “ordine e legalità”

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è intervenuto oggi per parlare di quanto successo a Rosarno e delle problematiche legate al mondo del lavoro e all’immigrazione.
“A Rosarno sono accadute cose brutte, pesanti. Uno scoppio di insofferenza che ha mostrato il peggio di ciò che si era accumulato nell’animo dei cittadini e degli immigrati. E’ nostra responsabilità collettiva di rappresentanti dello Stato non aver saputo prevenire ciò che avremmo dovuto prevenire. […] Guai a pensare che gli immigrati siano portatori di violenza e che i cittadini di  Rosarno siano portatori di razzismo. Dobbiamo stare molto attenti. Respingiamo questi luoghi comuni“.
“Occorrono – ha aggiunto – ordine e legalità nel mercato del lavoro e nella regolamentazione dell’immigrazione”.

Dichiarazioni importanti perché perlomeno provano ad esprimere una posizione chiara contro tutte le facili soluzioni populiste urlate a slogan da numerosi esponenti del Governo negli ultimi tempi.
E non è poco dopo mesi in cui il Capo dello Stato sembrava aver pericolosamente confuso la necessità di mantenere un ruolo “super partes” all’interno del dibattito politico con l’obbligo di offrire commenti scontati e privi di qualsiasi approfondimento sulla situazione del Paese.

E’ essenziale “lottare – ha aggiunto – contro la criminalita’ e l’intolleranza […] e possono fare molto la societa’, il mondo imprenditoriale e il mondo sindacale”. Che le problematiche legate all’immigrazione non si possono risolvere con gli annunci razzisti e con i respingimenti sono rimasti solo il Governo e la Lega Nord a non averlo capito.

Comprendere la necessità di confrontarsi con i tanti lavoratori stranieri, regolari o non non fa differenza, non per carità cristiana ma, come forza produttiva del Paese, in quanto lavoratori cui devono essere riconosciuti dei diritti, sarebbe già un passo in avanti enorme.
Ed è anche l’unico modo possibile per mettere in campo quella “prevenzione” caldeggiata da Napolitano.

Va avanti, nel frattempo, l’organizzazione del “No Racism Day”, fissato per il prossimo 6 marzo a Milano e promosso dal movimento “facebookiano” No Lega Nord Day, e dello sciopero nazionale dei lavoratori stranieri, indetto per il prossimo 1 marzo, in occasione di una giornata di mobilitazione europea, con un appuntamento di massa anche in Francia, contro il razzismo e per i diritti degli immigrati.
“La contrapposizione – si legge nell’appello – tra «noi» e «loro» , «autoctoni» e «stranieri» è destinata a cadere, lasciando il posto alla consapevolezza che oggi siamo «insieme», vecchi e nuovi cittadini, impegnati a mandare avanti il Paese e a costruirne il futuro”.

Proprio per questi motivi, nonostante l’atteggiamento sornione della CGIL, sono sempre più i lavoratori che chiedono al sindacato di indire per il 1 marzo lo sciopero generale di tutti i lavoratori, immigrati e non, per unire le lotte contro il razzismo e contro l’atteggiamento del Governo nei confronti della crisi economica.