Nuove restrizioni per i film vietati ai minori

I programmi vietati ai minori di 14 anni subiscono ulteriori restrizioni, infatti, non potranno più essere mandati in onda se non dalle ore 23 di sera, alle ore 7 del mattino seguente.

Il Decreto, durissimo nei riguardi dei trasgressori, afferma quanto segue: “I film vietati ai minori di anni quattordici non possono essere trasmessi, sia in chiaro che a pagamento, né forniti a richiesta, sia integralmente che parzialmente, prima delle ore 22:30 e dopo le ore 7:00”. Queste ultime disposizioni, a nostro avviso giustissime e assolutamente motivate, non vengono accettate in modo favorevole da tutti, infatti, da un lato c’è chi si accanisce contro la limitazione delle libertà personali, dall’altro ci si rende conto che la manovra provocherà pesanti conseguenze soprattutto su canali tipo SKY, dove, trasmissioni vietate ai bambini, vengono abbondantemente mandate in onda a qualsiasi ora, ma il crollo maggiore verrà sicuramente subito dal mercato del porno 24 ore su 24.

Ad attaccare la riforma interviene prima di tutto il parlamentare Giuseppe Giulietti, che afferma: “Il punto è che la questione della tutela dei minori non può essere utilizzata solo quando fa comodo. Se si vogliono tutelare davvero i bambini e i ragazzi bisognerebbe piuttosto vietare gli spot su tutte le trasmissioni a loro dedicate, soprattutto gli spot ‘non dichiarati’. E invece tale divieto viene introdotto solo per i bambini, e non per gli adolescenti, fascia d’età altrettanto delicata. Una norma di questo tipo invece regola solo la distribuzione dei soldi”.

In effetti l’opinione del signor Giulietti non è poi così errata, ma forse la fascia adolescenziale, da lui considerata come “delicata”, va tutelata ancora più rispetto a quella infantile, nella quale spesso e volentieri i bambini non riescono a cogliere a pieno la gravità delle scene viste. Nonostante tutto però, il decreto si basa su teorie assolutamente giuste, quindi ci auguriamo che anche chi ci rimetterà sugli ascolti, si adegui alle nuove normative.

Alice Sommacal