Scienza e Fede: dibattito a Verona tra l’astrofisica Margherita Hack e il vescovo Giuseppe Zenti

Da "L'Arena" di Verona. Il vescovo Giuseppe Zenti e l’astrofisica Margherita Hack sul palco dell’Auditorium FOTOSERVIZIO MARCHIORI

Ieri alle 20 l’auditorium della Gran Guardia a Verona era stipato di persone, tutti i 900 posti a sedere erano esauriti e più di 400 persone non sono riuscite ad entrare. Tutti per sentire il dibattito su Scienza e Fede tra Margherita Hack, astrofisica atea, e il vescovo di Verona Giuseppe Zenti, ovviamente fervente cattolico.

L’acceso dibattito è terminato poco prima delle 23 ed è stato trasmesso in diretta da Tele Arena e da Tele Pace.

Michele Brambilla, giornalista e scrittore, ha fatto da moderatore. “Un’affluenza del genere non ce l’aspettavamo, significa che c’è tanta gente che non è interessata solo al Grande Fratello”, ha commentato.

Lo stesso Brambilla ha chiesto al pubblico in sala di non applaudire durante il dibattito, per non generare una situazione stile applausometro. A volte, però, la gente non ha resistito. Come quando la Hack, agguerrita nelle sue posizioni,  ha detto “l’ipocrisia di chi difende il crocifisso e poi fa leggi razziste contro gli immigrati e i disgraziati”, generando un grandissimo applauso.

Due posizioni diammetralmente opposte, due punti di vista assolutamente inconciliabili. Dio esiste o non esiste. La scienziata, atea e non semplicemente agnostica, è convinta che non ci sia alcun dio. Il religioso, invece, è un uomo di fede, non semplicemente convinto che ci sia un’entità superiore, ma proprio che questa sia il Dio cristiano, professato dalla religione di cui lui è portavoce.

Scienza e fede possono coesistere, anche in una stessa persona. Ma non c’è punto di unione quando si mette in discussione il punto cardine di qualunque religione: l’esistenza del divino. La struttura crolla, priva della chiave di volta che la sosteneva, e nulla rimane.

Il vescovo Zenti spiega le motivazioni della sua fede e del perché, per lui, Dio esiste. “Il vero ateo”, continua il religioso, “è l’egoista e può essere anche un cristiano perché si contrappone a Dio che è amore assoluto.”

Margherita Hack spiega perché per lei non ha senso pensare che esista un dio in quanto ogni progresso della scienza non fa altro che svelare misteri e anche quanto rimane celato è comunque ignoto, magari per ora, magari per sempre, ma non certo divino.

“Ne riparleremo in paradiso”, conclude il vescovo. “No, io in paradiso non ci andrò perché le mie molecole continueranno a svolazzare nell’universo”, risponde la scienziata.

Un dibattito eterno, che non ha e non avrà mai fine. C’è chi crede e ha bisogno di credere e c’è chi, invece, non crede non ne sente la necessità.

E sarà probabilmente sempre così.

Sebastiano Destri