Body scanner: UE indecisa, l’Italia compra

Un'immagine ai raggi infrarossi

L’Unione Europea ha affermato quest’oggi, per bocca del Ministro degli Interni spagnolo Alfredo Rubalcaba, di star ancora meditando sull’adozione dei body scanner negli aeroporti europei. Si attende, infatti, l’esito di un rapporto dettagliato della Commissione Europea, il quale permetterà di stabilire una posizione comune e un piano di azione collettivo. Nello specifico, tale incarico di ricerca mira ad analizzare la reale efficacia di questo dispositivo, gli eventuali rischi per la salute e la sua compatibilità con il rispetto e la difesa dei diritti individuali, quali la privacy e la dignità personale.

Mentre gli Usa esaltano la sua utilità, l’UE sta valutando l’ipotesi dell’inserimento dei cosiddetti “sky marshal” (“sceriffi del cielo”), cioè agenti in borghese a bordo degli aerei, con il compito di prevenire attacchi terroristici o dirottamenti, per poter offrire maggiore sicurezza ai passeggeri a bordo dei velivoli.
Tuttavia l’utilità è messa in dubbio da quanti ritengono che la presenza di armi a bordo costituisca di per sé una potenziale situazione di pericolo. Ogni soluzione presenta i suoi vantaggi e i suoi svantaggi, è pero necessario fare qualcosa per incrementare la tranquillità, e l’incolumità, di quanti utilizzano i voli aerei.

Nonostante i dubbi sollevati dall’Unione Europea, l’Italia ha deciso di andare dritta per la sua strada, in quanto il Ministro degli Interni Maroni ha affermato che “verranno presto acquistati 15 body scanner”.
Anche il Ministro degli Esteri Frattini sembra essere sulla stessa linea di pensiero e infatti, non curandosi degli avvertimenti lanciati in sede europea, ha prontamente dichiarato di essere favorevole in quanto si tratta di un sacrificio per la privacy e il diritto di non saltare in aria è la precondizione di tutte le libertà”.

In data odierna è inoltre giunto l’ok alla sperimentazione dei body scanner negli aeroporti italiani, ratificato dal Comitato Interministeriale per la Sicurezza del Trasporto Aereo e degli Aeroporti, riunitosi presso l’Enac. Malpensa e Fiumicino, saranno i luoghi dell’iniziale esperimento che, a partire dalla metà di febbraio, vedrà installati i famigerati body scanner nei due scali. In particolare, saranno due i modelli di tale dispositivo che verranno testati: quello a onde millimetriche e quello a raggi infrarossi.

Riguardo la questione sanitaria, l’Italia sembra essersi convinta della non nocività delle radiazioni, dopo aver sentito il parere del celebre oncologo Umberto Veronesi:  “Credo che sia inevitabile usare i body scanner. Il problema che mi pongo da oncologo – continua l’oncologo su La Stampa – è che non c’è un rischio di irradiare troppo la popolazione, sembra che siano dosi di radiazione veramente infinitesimali.

Il problema tuttavia rimane se si pensa agli addetti ai lavori, quali piloti e hostess, che potrebbero avere effetti negativi dai ripetuti passaggi sotto le onde magnetiche. L’ipotesi sarebbe di evitare l’accumulazione di radiazioni e quindi ridurre i controlli a tali soggetti a una cadenza mensile. Tuttavia in questo caso non ne verrebbe comunque meno la sicurezza? Quale soluzione allora?

Questi sono probabilmente quesiti senza risposta, a cui spesso si preferisce rispondere con i fatti. Semplicemente provando. Così mentre l’UE medita, l’Italia agisce. Perciò può tranquillamente andare controcorrente, dando il via libera alla sperimentazione. Peccato che poi gli eventuali effetti nocivi saranno testati su milioni di viaggiatori. Cavie.

Emanuele Ballacci