Calcio, Juventus-Ciro Ferrara: “Non ho tramato contro Ranieri”

Ciro Ferrara, dopo la settima sconfitta nelle ultime dieci giornate patita contro il Chievo sei giorni fa, ha dovuto affrontare l’ennesima settimana difficile. E lo ha fatto chiudendo gli allenamenti da occhi indiscreti, cercando la giusta concentrazione insieme ai suoi giocatori, tra il “tepore” del centro di allenamento di Vinovo. Casa dolce casa, dunque, per un tecnico sempre in bilico che continua a godere comunque della fiducia della dirigenza. Domani sera la “sua” Juventus giocherà contro la Roma di Claudio Ranieri, l’ex tecnico bianconero esautorato a due giornate dalla fine. E proprio qualche settimana fa il tecnico di Testaccio, parlando della crisi bianconera, aveva dichiarato: “A pari condizioni io sarei stato mandato a casa già da un pezzo”. Ciro Ferrara, alla vigilia del big match, risponde chiaro e tondo: “Ho avuto più fiducia di lui? Difficile giudicare. Quello che è successo a lui l’anno scorso l’ho vissuto da fuori. Non so cosa sia successo all’interno dello spogliatoio e non so il rapporto che Claudio aveva con la dirigenza. Sicuramente la crisi della sqaudra con me a bordo sta durando di rispetto a quando c’era lui. Ma non saprei dire perchè io sono rimasto e lui no. Se meritava l’esonero? E come faccio a giudicare? Non sono io a prendere le decisioni”. C’è anche chi ha tacciato il tecnico bianconero di aver “gufato” l’esonero di Ranieri: “Tutte bugie! Non credo che Claudio possa imputarmi qualcosa. Sono stato calciatore della Juventus per tantissimi anni e poi sono diventato responsabile del settore giovanile. La cosa che mi preme, da sempre, è soltanto il bene della squadra e della società. Che stiano sempre a certi livelli. Per il resto nessuno può imputarmi di aver gufato gratuitamente per ambire alla panchina della Juventus. Non è vero. Non è nella mia indole. Oltretutto non mi apsettavo nemmeno una chiamata. Certo la cosa mi ha fatto piacere, ma non l’ho cercata. Non ho tramato contro di lui e contro la Juventus. Sono bugi tirate fuori dalla Repubblica e niente più”. E allora ci vorrebbe un chiarimento: “Avrò la possibilità di parlargli domani sera prima della partita e lo saluterò molto calorosamente. Con lui ho un rapporto di assoluta stima, visto che oltretutto è stato anche il mio allenatore a Napoli. Con lui non ho nulla da chiarire e non devo giustificarmi di nulla. Domani non è Ferrara contro Ranieri, ma Juventus contro Roma”.
Com’è andata questa settimana a porte chiuse?
 “Ho cercato il massimo della concentrazione per un momento importante, come ce ne sono tanti nel corso di una stagione e ce ne saranno ancora. Domani è un altro di questi momenti. Siete stati abituati troppo bene in passato in quanto ad allenamenti aperti. Siamo una delle poche società che negli ultimi tre anni ha sempre fatto vedere gli allenamenti. Questa settimana ho cercato un pò di riservatezza in più, per provare alcune cose tattiche senza dover, per forza, dare dei vantaggi all’avversario. E poi sentivo il bisogno di stare una settimana tra noi senza distrazioni. E’ stata una mia scelta”.
Com’è andato il colloquio ad inizio settimana con la dirigenza? 
“Molto bene. Un normale colloquio in un momento delicato. Un incontro asslutamente sereno in cui abbiamo analizzato tante cose con un unico obiettivo: tirarci fuori da questa situazione per il bene comune”.
Le hanno dato fastidio le dichiarazioni del procuratore di Guus Hiddink, secondo il quel il tecnico olandese avrebbe rifiutato l’offerta della Juventus?
“Credo di più alle parole del presidente Blanc che mi ha assicurato, ripetendomelo più volte, che non ha avuto contatti con nessun tecnico. Ma anche se fosse non ci sarebbe nessun problema. Non mi importerebbe. Mi voglio concentrare, come sempre, soltanto sul mio lavoro. Non è la prima volta che queste voci vengono fuori, soprattutto in un momento in cui la panchina di un tecnico traballa. E la mia è in bilico da tempo, almeno secondo voi. Se davvero ha rifiutato un’offerta del genere… (ride) Io non l’avrei fatto. E’ una situazione in cui ognuno sponsorizza il proprio assistito per cercare di fare i suoi interessi. Ma Jean Claude è stato sincero”.
In questo momento sarebbe stato meglio incontrare la squadra di un altro tecnico?
“Ma no, che c’entra questo? Lui avrà sicuramente un senso di rivalsa nei confronti della sua ex squadra, ma non saremo noi a scendere in campo domani sera, bensì i giocatori. Questo tipo di partite vanno affrontate, comunque”.
Parliamo di aspetti positivi: è arrivato Candreva
“E’ arrivato qui perchè ha dimostrato buone qualità. Ha le idee chiare sia tatticamente che dal punto di vista dell’impegno. Ho cercato di spiegargli cosa significa indossare la maglia della Juventus: una cosa difficile ed importante soprattutto per un giovane come lui. Però sono tranquillo. Si vede che ha avuto ottimi allenatori che gli hanno insegnato il calcio. Può ricoprire diversi ruoli a centrocampo, è duttile. Quando il Livorno è venuto a Torino lui faceva il trequartista. Contro il Napoli, invece, ha giocato al centro, davanti alla difesa. Ma può fare anche l’interno. Ovunque giochi ha i tempi giusti d’uscita e tatticamente è molto attento. E poi è abituato a giocare a tre”.
Sia lei che Ranieri avete patito un’assenza pesante: quella di Sissoko
“E’ un giocatore molto importante, senza dubbio per il suo strapotere fisico e l’intensità di gioco che mette in campo. Ora è pronto a giocare. Il suo infortunio è ormai alle spalle”.
Domani sarà una gara difficilissima: affrontate una della squadre più in forma del campionato
“Preferisco questo tipo di partite. La Roma viene da 12 risultati utili consecutivi ed è in un ottimo momento di forma. Puntiamo ad interrompere il loro ciclo positivo ma anche il nostro momento negativo”.
Il quinto posto mette più paura alla squadra?
“L’ho già detto: non dobbiamo guardare gli altri. Dobbiamo semplicemente riprendere il nostro cammino e tornare sulla strada giusta. Certo: è difficile non guardare la classifica che ci vede ancor più staccati. Ma questo dev’essere un motivo di sprono, non di demoralizzazione. Non dobbiamo mollare nulla”.
Amauri gioca soltanto perchè non ha concorrenza? Gli altri attaccanti sono k.o.
“Anche prima, quando erano tutti a disposizione, è uno dei giocatori che ha fatto più minuti di tutti. E’ da Nazionale? Lascio questo problema a Lippi”.
E Totti secondo lei andrà in Sudafrica?
“Non lo so. Non sono nella sua testa e non conosco le sue intenzioni, indipendentemente dalla grande stima che c’è tra Francesco e Marcello”.
Ad inizio campionato avete avuto un inizio folgorante, mentre la Roma andava male. Avrebbe detto che a questo punto del campionato si sarebbe ribaltata la situazione?
“Non mi sono preoccupato troppo di seguire il loro cammino. Certo non mi sarei mai aspettato un’inversione di tendenza così netta della mia squadra. Sapevo che avrei incontrato difficoltà, ma non fino a questo punto”.
Sarà un vantaggio avere la curva chiusa, visti gli improperi piovuti negli ultimi tempi?
“Ho goà risposto la settimana scorsa a questa domanda e sapete che non lo considero un vantaggio. Ma da diversi anni è soltanto la Juventus a pagare. I cori offensivi si sentono in tutti gli stadi d’Italia e siamo stati gli unici ad aver avuto la curva chiusa. Mi auguro che d’ora in poi ci sia la stessa attenzione anche negli altri stadi”.
Strana l’evoluzione di Toni: da escluso al Bayern Monaco a decisivo con la Roma
“Non è strano. Questo è il calcio, da sempre. Per alcuni giocatori basta cambiare aria e tornano ad essere immediatamente decisivi. Non si capisce il perchè, ma è così. E’ successo a Toni ma anche a Tiago che a Madrid sta facendo bene. Gli auguro ogni bene e lo saluto affettuosamente”.

Andrea Bonino