Grande Fratello 10: l’Associazione Italiana Persone Down richiede scuse ufficiali alla produzione del reality

Dopo le accuse rivolte, nel corso delle varie edizioni del Grande Fratello, ai concorrenti del reality, in seguito alla pronuncia davanti alle telecamere di bestemmie ed offese razziste, anche l’Associazione Italiana Persone Down si fa avanti, chiedendo delle scuse ufficiali alla produzione del reality. L’accusa rivolta al Grande Fratello, è quella relativa all’uso improprio e frequente del termine “mongoloide”.

L’Associazione, in merito alla questione, così tuona: “Il reiterarsi di questi spiacevoli episodi fa male; fa male alle 49.000 persone con la sindrome di Down e alle loro famiglie che vivono in Italia e che lottano ogni giorno per far capire che avere la sindrome di Down, essere ‘mongoloide’, non vuol dire essere sciocchi e incapaci e quindi degni solo di disprezzo. Avere la sindrome di Down vuol dire avere un ritardo mentale, ma essere comunque persone, persone che vanno a scuola, che si sforzano di acquisire una certa autonomia, che qualche volta lavorano, che ridono, che piangono, che hanno dei sentimenti, che sanno dare e ricevere”.

Con la richiesta di scuse ufficiali, l’Associazione vorrebbe l’eliminazione della parola, ma soprattutto dell’idea stessa di offendere le persone, utilizzando tale termine: “Chi fa televisione sa che molte persone lo vedranno e lo ascolteranno, deve sapere di avere delle responsabilità, di fare, a volte suo malgrado, cultura. Le scuse non servono a cancellare l’offesa, ma aiutano a rimettere al centro le persone”.

E così, dopo le accuse rivolte al reality più seguito d’Italia da parte dell’Associazione in difesa dei diritti dei gay, continuano a giungere nuove critiche in merito alle frasi diseducative pronunciate dai concorrenti.

Emanuela Longo