Jovanotti alla Sapienza, successo come sfida e non come obiettivo

 

A raccontare e raccontarsi, a parlare di successo come sfida, come conquista da lasciarsi sempre dietro e dimenticare per poi ritrovare di volta in volta, e non come obiettivo e meta da porsi è Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. Il cantante, nel suo incontro con gli studenti dell’università “La Sapienza” di Roma dal titolo “Creatività e successo: una scommessa aperta” ha parlato di come il successo sia un equivoco contemporaneo e troppo inteso come riconoscibilità; per questo diviene un falso obiettivo.

Sullo sfondo della suggestiva Cripta della Cappella della Sapienza, scenario insolito per un incontro con un cantante di musica leggera,  Lorenzo parla subito di sfide perchè discutere di successo è per lui “una cosa scandalosa”.  “E’ come per una ragazza bella parlare di bellezza – spiega – Sono 25 anni che faccio dischi e ho avuto sempre successo, più o meno grande. Ormai fa parte della mia vita.” 

Terzo di quattro figli,  gli è sempre piaciuto vedere il mondo come la scena di uno spettacolo; abituato a conquistarsi tutto, dal cibo alle simpatie, dagli spazi alle cose, era stato sempre un piccolo cercatore di successo, alla pari quasi dei cercatori di oro. “Per me il successo era una benedizione, era far sorridere la mia mamma. Per me era energia” aggiunge il cantante.

I temi trattati sono tanti, temi che sono profondi e che vanno a fondo, scavano dentro i recessi e indagano.  L’insuccesso? “Non lo so definire, ma so cos’è – risponde Lorenzo – perché l’insuccesso è la stessa cosa del successo, sono due fratelli, e spesso la percezione della fama è qualcosa di relativo, perché a volte si percepisce un successo che poi non lo è, oppure si pensa a un insuccesso che poi si trasforma nel suo contrario”. Ma dietro ogni gloria, aggiunge, c’è la creatività.

Per Jovanotti il successo è “gioia” nel fare le cose e soprattutto nel donarle, ricevendone quei sorrisi che sono come doni da parte degli altri e che per lui rappresentano uno scopo, la forza di andare avanti giorno dopo giorno per non divenire “incatenato” ad un successo fine a se stesso.  “Non ci sono cose più o meno riuscite. C’è la vita di ogni giorno – afferma il cantante – lo sforzo continuo di rinnovarsi ogni giorno e in questo tentativo non c’è sconfitta perché il tentativo vale per sé, il lavoro vale per sé: il risultato è un dettaglio”. La gioia vera però arriva, per il cantante, quando può essere condivisa con qualcun altro, quando vedi una risposta negli occhi degli altri e vedi le loro reazioni.

Lorenzo conclude dicendo una cosa che sembra quasi una summa dell’intero discorso, e che lascia negli studenti un’eco profonda, ovvero di come “il successo è nel lavoro,giorno dopo giorno e senza arrendersi mai, ma soprattutto nel riuscire a lavorare con gioia, come fanno i bambini mentre giocano.”

Rossella Lalli