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L’inviato americano George Mitchell continua nello sforzo per la pace in Medio Oriente

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George Mitchell

L’inviato speciale degli Stati Uniti, George Mitchell, ha incontrato oggi i leader palestinesi,dopo che ieri era stato ospite degli Israeliani, nell’ambito del suo più recente impegno per far ripartire i colloqui di pace in Medio Oriente.

Ieri il Presidente statunitense Barack Obama ha detto che la sua amministrazione ha “sopravvalutato” la propria abilità nel portare le due parti al tavolo delle trattative.
I Palestinesi hanno rifiutato di ricominciare gli incontri senza un completo stop alla costruzione degli insediamenti israeliani.
Israele ha messo un freno alla crescita degli insediamenti in Cisgiordania, ma non a Gerusalemme est.

Mitchell ha parlato con il Presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas, a Ramallah in Cisgiordania.
Ieri aveva tenuto colloqui con il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, con il Ministro della Difesa Ehud Barak e con il Presidente Shimon Peres, in Israele.
Dopo l’incontro con Peres, ha detto che nonostante la “complessità e difficoltà” del progetto di portare la pace nella regione, gli Stati Uniti continueranno finchè non avranno raggiunto quell’obiettivo.

Obama è stato criticato all’inizio di questo sforzo di pace per aver chiesto il blocco totale alla costruzione degli insediamenti in Cisgiordania; Israele ovviamente ha risposto con un secco rifiuto.
 Ha acconsentito ad una pausa di 10 mesi nelle costruzioni, esclusa Gerusalemme est, dove i Palestinesi vogliono la capitale del loro futuro Stato.

I Palestinesi chiedono che i colloqui ripartano dai negoziati a cui erano giunti con la precedente amministrazione israeliana, che prevedevano la restituzione di un territorio grande quanto la Cisgiordania, che Israele occupò nella guerra arabo-israeliana del 1967, detta Guerra dei 6 giorni.

Ivan Rocchi

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