Windows 7, salgono le vendite, ma i bug sono vecchi di quasi 20 anni

Si è svolto a Las Vegas l’edizione annuale del CES, Consumer Electronics Show, al quale Microsoft ha fatto ancora una volta da leone. Non è raro ormai trova il buon Steve Ballmer passeggiare e atteggiarsi lungo le fiere tecnologiche, facendo la parte del padrone di casa. In particolare, il leader di Redmond si è detto serenamente ottimista per il mercato in toto con particolare enfasi sui sistemi operativi che, manco a dirlo, hanno visto il nuovo arrivato “seven” in testa alle vendite e in cima ai livelli di soddisfazione. Molto ha pesato, sicuramente, la scelta di lanciarlo sul mercato a ridosso delle feste natalizie.

In particolare la società NetApplications, ha fornito i dati della crescita di Windows 7 che, messo a paragone con i primi mesi di vita di Vista, è riuscito a fare meglio. Infatti “seven” ha guadagnato 6 punti percentuali nel mercato contro i 2 di Vista. C’è anche da dire che sono state diverse le campagne di pubblicizzazione e lancio dei due sistemi operativi. L’ultimo arrivato, ha avuto sicuramente più rumore attorno a sè.

Nonostante il continuo ricambio generazionale e tecnologico dei sistemi operativi, i bug ci sono stati, ci sono e sempre ci saranno. Lo testimonia Tavis Ormandy, ricercatore di sicurezza, che ha scoperto l’età di un “baco” da sempre presente nei sistemi Windows. Il bug ha ben 17 anni e riguarda la Virtual Dos Machine. Attraverso il Dos infatti, qualsiasi utente, anche quelli con gli accessi più limitati, possono accedere via via a più servizi piu interni fino a diventare amministratore.

Tutto questo si può benissimo verificare in qualsiasi versione di Windows a 32 bit. L’unica soluzione fin qui trovata è disattivare la funzione di DOS tramite l’editor delle policy di gruppo e impedire l’accesso all’applicazione a 16 bit. In questo caso dunque, il lupo potrà cambiare pelo e forma, ma qualche vizietto rimane sempre.

Giuseppe Greco