Benedetto XVI ai sacerdoti: usate internet, ma con responsabilità

Potrebbe essere visto come un vero e proprio scontro culturale; una delle più tradizionali realtà del nostro mondo che utilizza la rete virtuale, lo strumento di comunicazione globale più moderno concepito fino ad ora,  per diffondere il suo verbo.

La realtà però è ben diversa: prima di tutto, ovviamente il Vaticano ha un suo sito web, e un sito ce l’hanno anche vescovi e cardinali. I siti sono utili per far conoscere le iniziative ecclesiastiche ai fedeli, convegni, conferenze, celebrazioni e via dicendo, spesso però non manca neanche una parte di “interazione col pubblico”. C’è la possibilita quindi di scrivere direttamente al rappresentante religioso che si preferisce per avere risposte riguardo ai più disparati argomenti riguardanti la fede cattolica ovviamente. Spesso sul sito personale del religioso si trovano poi le informazioni personali, la carriera religiosa, un ‘eventuale bibliografia e molto altro.Anche gli organi ecclesiastici più importanti, come ad esempio la CEI, possiedono uno spazio virtuale. Ottima anche la recentissima iniziativa “jospers”, di cui NewNotizie si era già occupato e della quale potete trovare una breve descrizione a questo link .

Di conseguenza non si può certo sostenenere che la Chiesa Cattolica, perlomeno come istituzione, non sia attiva nè tantomeno presente sulla rete. Possiamo pensare che ciò a cui si riferiva il Papa nel suo appello fosse un concetto un po’ differente riguardo all’utilizzo di internet: Probabilmente l’evangelizzazione a cui Benedetto XVI si è riferito è da intendersi come un processo d’acquisizione di nuovi fedeli, o più semplicemente portare  teorie, filosofie e iniziative della chiesa a conoscenza di chi ancora non ha avuto l’occasione d’incontrarle. 

Il Papa si è poi concentrato su qualcosa di più profondo ancora e ha dato la sua opinione, molto valida, riguardo all’utilizzo stesso della rete a scopo informativo , riferendosi quindi anche all’evangelizzazione via web.

L’universo comunicativo e virtuale non possono essere visti, nè usati come ”spazi da occupare”,  ”i responsabili dei processi comunicativi” dovrebbero quindi  ”promuovere una cultura di rispetto per la dignita’ e il valore della persona umana” Da quì l’invito di Benedetto XVI ai sacerdoti a non distrarsi nella rete, ma ad usarla come un mero strumento comunicativo e di presenza.

A.S.