Grasso: auto a Reggio messaggio intimidatorio

“L’auto con l’esplosivo ritrovata a Reggio Calabria non sembrava pronta a esplodere, ma piuttosto a intimidire“. Lo ha detto il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, nel corso di una lezione alla stampa romana. “Se queste organizzazioni malavitose – ha continuato Grasso – intendono mandare messaggi intimidatori, allora lo Stato deve rispondere con messaggi altrettanto intimidatori. La risposta è continueremo, tutti quanti uniti, nella nostra azione contro il crimine organizzato”.

Il Procuratore nazionale definisce l’azione mafiosa realizzata in occasione della visita del Capo dello Stato nel capoluogo reggino una “fibrillazione”, “una reazione nervosa” conseguenziale ai colpi inferti all’organizzazione, soprattutto in termini di arresti e di confische dei beni. “Non parlerei di una reazione dettata dalla paura – ha precisato – ma di una sofferenza per la lotta che lo Stato sta conducendo nei confronti dei clan”.

“Se scoppia una guerra – ha continuato il Procuratore antimafia – è giusto che ci vada l’esercito. In questa guerra, però, non serve mostrare i muscoli, questi fenomeni si combattono con le indagini e l’esercito può servire per presidiare e proteggere obiettivi sensibili in modo da liberare le forze di Polizia per le indagini”.

L’interpretazione fornita da Piero Grasso si discosta dalle ultime ipotesi avanzate dagli inquirenti che tendevano a considerare il ritrovamento dell’automobile estraneo alla visita del presidente Napolitano.

Intanto il ministro degli Interni, Roberto Maroni, ha confermato in questi giorni la convocazione del prossimo Consiglio dei ministri il 28 gennaio a Reggio Calabria. Una decisione unanimamente presa per testimoniare la presenza dello Stato e la volontà di proseguire nella lotta alla criminalità organizzata. In quell’occasione, ha anticipato il ministro, verrà illustrato un piano straordinario, scandito in 10 punti fondamentali.

Maria Saporito