Hollywood si mobilita per Haiti

George Clooney

E’ la terza volta nella storia della tv statunitense che viene organizzato un telethon di dimensioni così imponenti come quello che la scorsa notte è andato in onda per aiutare la popolazione di Haiti, duramente colpita da un sisma. Le volte precedenti erano state in occasione dell’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 e dello tsunami che nel 2004 aveva colpito il sud-est asiatco. Lo spettacolo benefico, dal titolo Hope for Haiti now, è andato in onda su 25 network statunitensi in contemporanea ed è stato fruibile anche via internet.

L’appuntamento è stato fortemente voluto da George Clooney e dal rapper Wyclef Jean, che vanta proprio origine haitiane, ed ha visto la partecipazione dell’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton.

Tutta Hollywood si è mobilitata e così coloro che hanno telefonato in diretta per donare soldi alla popolazione di Haiti hanno parlato con telefonisti speciali come i più noti attori e registi al mondo. L’elenco dei nomi è impressionante; tanto per citarne qualcuno si possono ricordare Julia Roberts, Nicole Kidman, Meg Ryan, Meryl Streep, Clint Eastwood, Morgan Freeman, Steven Spielberg, Denzel Washington, Leonardo Di Caprio, Brad Pitt, Tom Hanks, Lawrence Fishburn, Will Smith, Ben Stiller, Samuel L.Jackson, Andy Garcia, Matt Damon e Billy Chrystal.

Più in generale è stato tutto lo star system a mobilitarsi, tanto che innumerevoli performance musicali di notissimi musicisti sono state mandate in onda in diretta e sono disponibili su iTunes al costo di 0.99 $. Ovviamente il ricavato dalla vendita dei brani musicali concorrerà alla cifra che verrà donata alle popolazioni bisognose. Tra gli artisti più noti si possono citare Bono e the Edge degli U2, Beyonce, Chris Martin dei Coldplay, Shakira, Justin Timberlake, Stevie Wonder e Bruce Springsteen.

La cifra raccolta sarà suddivisa fra varie organizzazioni di soccorso, tra cui il Clinton Bush Haiti Fund, il Programma alimentare mondiale dell’Onu, Oxfam America, la Croce rossa, Unicef e Jean’s Yele Haiti Foundation.

Valeria Panzeri