Il Matrimonio di Maria Stella Gelmini e Giorgio Patelli: semplicità e mistero

Villa Ansaldi a Sirmione (Brescia). Oggi la tenuta vede sposi Maria Stella Gelmini e l’immobiliarista bergamasco Giorgio Patelli, che a mezzanotte del giorno precedente erano già stati sposati in municipio dal sindaco Alessandro Mattinzoli.

Molto ristretta la cerimonia notturna, degna di un romanzo dalle gotiche atmosfere, e degno del primo rito è atato anche il secondo: un ricevimento con la presenza di 45 invitati, fra parenti più stretti ed amici più intimi. Compare, fra i pochi politici della esigua lista di intimi, il premier Silvio Berlusconi, che non manca di allietare la cerimonia con il suo tanto discusso houmor pubblico – alle insistite gentilezze del sindaco Mattinzoli riferite alla coppia, ed al ricordo dell’amicizia di lunga data con l’onorevole Gelmini, pare infatti aver commentato: “E perchè, caro sindaco, visto che ne parli così bene, non l’hai sposata tu?”.

Nella brevissima lista degli ospiti, anche il ministro ai Beni culturali Sandro Bondi, e il sottosegretario Paolo Baonaiuti.Tutti parenti strettissimi gi altri, fra i quali i nipoti del ministro Gelmini, e la prima figlia di Giorgio Patelli, Rachele, di 12 anni.

Emma, la bambina del ministro Maria Stella Gelmini e di Giorgio Patelli, nascerà nel prossimo mese di aprile. L’annuncio è stato già dato in maniera semplice e diffuso ampiamente dai media, mentre dal canto loro gli sposi hanno optato per un tipo di matrimonio che da tempo non si vedeva in giro, per semplicità e riservatezza. La cerimonia, infatti, ha avuto luogo semplicemente nella loro casa di residenza (per quanto non tra le più semplici), ed i testimoni sono stati la sorella ed il fratello di lei.

Autentica esigenza interiore di minimalismo, necessità di non-ostentazione in tempi di tale crisi generalizzata, o semplicemente manovra politica volta ad un ritorno di immagine? Restiamo con questo dubbio, elogiando per parte nostra la scelta e l’esempio dato da questi non comuni (in più di un senso) sposi moderni.

Sandra Korshenrich