Sanremo 2010: per Vecchioni Povia forse è un po’ furbo, ma dignitoso e comunque non fascista

Sulla bufera pre-festivaliera, ormai consueta per la partecipazione di Povia, prende oggi la parola uno dei grandi cantautori “senior” italiani: Roberto Vecchioni.

Povia di certo non sceglierà mai per le sue canzoni temi banali o che rischino di passare inosservati, magari giocando solamente con la semplice e scontata rima cuore-amore, forse, secondo il parere di qualcuno, più adatta all’atmosfera tradizionale del Festival della canzone italiana.

In passato per la verità, il cantante era salito alla ribalta sanremese, quasi per caso e non partecipando alla gara canora, ma con un pezzo delizioso dedicato allo stupore candido dei bambini piccoli. Dopo l’enorme e inaspettato successo di quella canzone, vero tormentone di grandi e bambini per mesi e mesi, era quindi stato ammesso d’ufficio alla categoria dei “big” del Festival, proponendo temi controversi, come quello dell’omosessualità, riletta in chiave quasi patologica,  (vedi Luca era Gay) e oggi quello del diritto incondizionato alla vita, con la canzone dedicata al caso di Eluana Englaro, che presenterà a Sanremo 2010.

Nelle settimane scorse era stata resa pubblica  da un blog una versione del testo della canzone La verità (Eluana), ma non è ancora certo se effettivamente si tratti davvero del brano originale che sarà cantato dall’artista sul palco della manifestazione canora. In ogni caso, la posizione di Povia in merito al fatto di cronaca che ha diviso l’Italia per settimane nel febbraio 2009, sembra essere dalla parte di chi si opponeva a staccare la spina alla ragazza in stato vegetativo da oltre 20 anni, sostenendo che la vita debba essere riconosciuta ed aiutata in tutte le sue fasi e con tutti i mezzi possibili.

Vecchioni, intervistato dai giornalisti in merito alla canzone oggetto delle polemiche e su Povia stesso afferma: “Ha diritto di scrivere quello che vuole e di mettersi in gioco. Sentiremo e ascolteremo. A volte si critica troppo presto” Sostenendo inoltre che il giovane cantautore secondo lui, pur essendo forse un po’ furbetto, non è comunque affatto un fascista.

Paola Ganci