Tech, Digitale Terrestre – Quello lombardo di maggio non sarà infatti uno switch-off, ma un più prudente switch-over

Il 18 maggio prossimo la rivoluzione digitale toccherà anche la Lombardia. Diventa ufficiale il calendario 2010 per il passaggio alla tv digitale e contiene una novità, la stessa anticipata anche se in termini diversi da Milano Finanza nei giorni scorsi.

Il quotidiano economico aveva ipotizzato un rinvio della transizione al digitale dalla primavera a settembre per evitare problemi in vista delle Elezioni Regionali e dei Mondiali di Calcio, ma il rinvio è solo parziale.
Invece di uno spegnimento totale del segnale analogico avremo prima una sperimentazione con due sole reti generaliste coinvolte. Poi, ma soltanto il 15 settembre, arriverà il vero e proprio switch-off. L’operazione comprenderà l’intera Lombardia insieme al Piemonte Orientale (con le province di Novara, Vercelli, Asti, Alessandria, Biella e Verbania) e alle province emiliane di Parma e Piacenza.

Contestualmente a questa decisione è stato anche fissato il calendario degli switch-off nel resto dell’Emilia-Romagna, in Friuli, in Veneto ed in Liguria.

Calendario passaggio al digitale del 2010
:

– 18 Maggio 2010: Switch Over in Lombardia, Piemonte Orientale, province di Piacenza e Parma

– 15 Settembre – 20 Ottobre 2010: Switch Off in Lombardia, Piemonte Orientale, province di Piacenza e Parma

– 21 Ottobre – 25 Novembre 2010: Switch Off in Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia

– 26 Novembre – 20 Dicembre 2010: Switch Off in Liguria

Innanzitutto, come ha annunciato il viceministro Romani, non ci saranno più i cosiddetti ‘periodi di prova’ con la
compresenza di digitale terrestre e analogico, dato che nei mesi scorsi hanno causato non pochi problemi, in particolare
nella regione Lazio.

Questo stratagemma – ha spiegato Francesca Esposito, portavoce del viceministro – è stato adottato in precedenza per preparare la popolazione alla novità. Ma il quadro è profondamente cambiato: il grado di penetrazione del digitale sul territorio è nel frattempo aumentato considerevolmente”.
Non a caso sono molti i cittadini italiani che, anche se vivono in zone non ancora ufficialmente ‘digitalizzate’, sono già forniti di decoder.

Riccardo Basile