Tech, Google News è un danno per i giornali online

La "Prima Pagina" di Google News

Google News è un vero e proprio male per i siti online dei quotidiani.

Infatti, secondo una ricerca eseguita negli Stati Uniti, il 44% degli utenti che usufruiscono del servizio di notizie offerto da Google poi non si sposta sul rispettivo sito del giornale.
In sostanza, quasi la metà degli utenti si accontenta di leggere i titoli delle notizie del giorno o dell’ultim’ora per avere un quadro generale di cosa accade, senza poi cercare approfondimenti sui siti in cui è pubblicato il pezzo.

Lo studio, intitolato “News Users 2009”, è realizzato dal centro di ricerca Outsell ed è stato pubblicato da TechCrunch.
Si tratta di un’indagine statistica sull’atteggiamento e sulle preferenze dei lettori USA, principalmente indirizzata ad analizzare il settore della fruizione delle news, tramite mezzi tradizionali e attraverso la Rete.

Questo sondaggio potrebbe destabilizzare il mercato della pubblicità e riaprire le annose polemiche tra gli editori e Google, in quanto quest’ultimo assicurerebbe di convogliare ai siti web delle testate “aggregate” ben 100.000 click al minuto. Nulla di più falso secondo Ken Doctor, analista di Outsell, il quale spiega che: “anche se Google genera un certo traffico verso i giornali, ne distoglie anche una parte”. Della stessa idea è anche Rupert Murdoch, proprietario di Sky e della News Corporation, il quale accusa “BigG”, come gli altri aggregatori, di non dividere i guadagni derivanti dalla pubblicità con i titolari dei siti verso cui propongono i link.

Tuttavia la ricerca, effettuata nel luglio dello scorso anno intervistando circa 2.800 cittadini americani interessati all’attualità, offre anche altri importanti spunti di riflessione.

Innanzitutto, si ha la sensazione di essere di fronte all’inevitabile tramonto dei quotidiani su carta stampata. Infatti il web sembra essere diventato la principale fonte di informazione e di conoscenza del mondo secondo il 57% degli intervistati, contro il 33% che pensava la stessa cosa appena qualche anno fa. La restante parte preferisce ancora rivolgere il suo sguardo alla televisione e, in modo minoritario, alla radio.
Secondo le proiezioni ricavate dagli elementi raccolti, entro il 2012 i lettori statunitensi delle edizioni domenicali dei giornali saranno 43 milioni, mentre all’inizio del 1990 questi erano oltre 62 milioni.

In secondo luogo, questo fenomeno apre il fianco al nuovo orientamento a cui volge il destino dei quotidiani online: il pagamento, forfettario o in abbonamento, delle notizie lette. Il sito web del New York Times ha recentemente confermato che a breve introdurrà un modello a pagamento per la lettura degli articoli per recuperare dei minori ricavi generati dalla pubblicità. Solo un internauta su 10 sarebbe disposto a pagare per poter accedere alla versione digitale di un quotidiano cartaceo, mentre la restante parte ha dichiarato di essere pronta a riversarsi sul web e a cercare altre fonti per soddisfare la propria curiosità e il bisogno di informazione.

Dunque, siamo di fronte ad un processo che verosimilmente rivoluzionerà il modo di concepire il mondo dell’informazione. Tra qualche anno si scopriranno i frutti di questa nuova tendenza in atto, perciò non resta che aspettare, sperando che non si debba pagare per accedere alla conoscenza condivisa di news e reportage.

Emanuele Ballacci