“Tumulti” di spirito e corpo: da domani a Roma la mostra di Beatrice Caracciolo

"Pulcinella e l'aquila", 2002

Da domani 24 gennaio a Villa Medici a Roma si terrà la mostra “Tumulti” di Beatrice Caracciolo, artista di fama internazionale che vive e lavora a Parigi. L’esposizione, che si terrà nelle Gallerie e nell’Atelier del Bosco di Villa Medici, e che è stato curata da Olivier Berggruen, vedrà le opere di numerosi collezioni private, tra cui disegni al tratto, collage, zinchi, Water Marks (mari), la serie Kosova, i Riots e le ultime opere.

I lavori della Caracciolo sono fogli di carta con pigmenti bianchi, ocra o grigi, prima immersi nell’acqua e poi ricoperti di linee tracciate con tratti di matita grassa. Quasi come spasmi dello spirito e del corpo, l’artista ha operato soprattutto nel territorio della carta segnata da linee nervose e caotiche o fluide e morbide e interrotte di getto, e in bilico tra forma e non forma. L’artista ha anche esplorato il campo dei collage, composti di tratti di vulnerabilità che lasciano intravedere elementi fasciati o traslucidi, e il mondo delle lastre di zinco assemblate, che fanno emergere stratificazioni di varie tecniche e materiali e che creano geometrie di linee scolpite nella materia: “tumulti”, per l’appunto.

La pittrice ha frequentato negli Usa la New York University, la Columbia University, la Sarah Lawrence e ha conseguito un tirocinio alla New York Studio School.

Le sue produzioni, prima della mostra che si inaugurerà domani, sono state esposte da Jean-René de Fleurieu a Parigi nel 1996, inseguito da Gracie Mansion e Charles Cowles a New York, e ultimamente in Italia al Kaplan’s Project no.3 di Napoli e alla Nowhere Gallery di Milano. La collezione “Life Lines” è stata mostrata inoltre al Savannah College of Art and Design, in Georgia, nel 2002. Di lei hanno scritto grandi personalità come Gustav Sobin, Donald Kuspit e Paul Ardenne.

Ma ecco cosa dice di lei Olivier Berggruen, che ha curato l’esposizione: “Rivela – attraverso gesti spontanei, eppure metodici e riflettuti – dei livelli di energie variabili, che appaiono in tutta la loro chiarezza solo man mano che entrano in contatto con l’immagine, tanto che quest’ultima sembra scorrere. L’opera porta la traccia di un processo, dove gli strati successivi testimoniano il passaggio del tempo, strati dove l’accumulazione è come una somma di esperienze che costruiscono e disfano il tempo.
Ciò che collega questi lavori agli altri, come per esempio le sculture in zinco, è la propensione dell’artista a utilizzare dei materiali che conservano le tracce del passaggio del tempo: strati successivi, a volte al limite del visibile, che costituiscono una archeologia dell’intervento artistico.»

Un catalogo edito da Éditions du Regard accompagnerà la mostra, con una introduzione scritta da Éric de Chassey e con i testi di Olivier Berggruen, Mario Codognato, Donald Kuspit e Paul Ardenne.

Di seguito gli orari e i prezzi della mostra:

Orari: 11.00 – 19.00 (continuato)
Riposo: lunedì
Ingresso: 8 euro (intero) – 5 euro (ridotto) – 3 euro (sotto i 25 anni)
11 euro (biglietto cumulativo per la mostra e la visita dei giardini)
Entrata gratuita per i bambini al di sotto dei 10 anni.

Martina Guastella