Una nuova versione di “We are the world” per Haiti

Le celebrità del mondo dello spettacolo si dimostrano sempre sensibili ai temi sociali e, quando c’è un’emergenza particolarmente importante, riescono a mobilitarsi e a collaborare artisticamente in sintonia per raccogliere fondi da destinare a chi ne ha bisogno.

Risale al 1985 un pezzo musicale americano che ha fatto Storia nel mondo della musica e della solidarietà. Stiamo parlando di “We are the world“,  il disco ideato all’epoca da Lionel Ritchie e Quincy Jones, insieme a Michael Jackson, che ha venduto oltre 20 milioni di copie in tutto il mondo, riuscendo nell’impresa titanica di raccogliere 63 milioni di dollari da destinare alle cause umanitarie legate al continente africano.

In questi giorni, a seguito dell’evento catastrofico del terremoto ad Haiti, Richie ha annunciato che ripeterà la fortunata operazione coinvolgendo nuovamente una schiera numerosissima di colleghi del mondo della musica. La registrazione del remake musicale sarà eseguita il prossimo 1° Febbraio a Los Angeles, in occasione dei Grammy Awards, il premio della musica più prestigioso al mondo.

Non ci sarà purtroppo l’amico e collega Michael Jackson, vera anima e voce conduttrice della versione originale della canzone, ma si sta già pensando a come fare per inserire ugualmente un suo contributo vocale e video, traendo il materiale dai brani registrati in occasione della preparazione dell’ultimo tour del cantante This is it, programmato per la scorsa estate e mai andato in scena a causa della prematura scomparsa del cantante. Esiste infatti un filmato girato durante le prove del tour, in cui Michael cantava proprio We are the world, interpretandola in chiave più moderna.

Un’iniziativa concreta di solidarietà che si aggiunge alle numerose altre manifestazioni  già in atto, organizzate dagli artisti di tutto il mondo, promosse per dare aiuto immediato alla popolazione haitiana che sta vivendo in condizioni precarie e che dovrà occuparsi della ricostruzione del Paese.

Una testimonianza importante che ci ricorda come l’Arte in generale sia energia positiva e serva a sollevare ed aiutare, in modi a volte inaspettati, chi ne ha davvero bisogno.

Paola Ganci