Vittorio Sgarbi parla della sua Biennale di Venezia

Vittorio Sgarbi

La giornata di ieri è stata la giornata di Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte, nonché politico, ha incassato due importanti e prestigiosi incarichi, riservatigli dal ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi. A Sgarbi sono stati affidati il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011 e la vigilanza sulle acquisizioni del Maxxi, il museo d’arte contemporanea di Roma firmato da Zaha Hadid.

Il critico d’arte ferrarese non ha perso l’occasione per alzare il tono della polemica anche in una circostanza così positiva per lui ed ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “La mia nomina a curatore del Padiglione Italia della Biennale di Venezia è stata un’idea del ministro Bondi e io la vivo come una sorta di risarcimento: quando ero sottosegretario avrei voluto nominare come curatore dell’intera manifestazione il critico australiano Robert Hughes, che mi sembrava la persona ideale. Ma un’azione proditoria dell’allora presidente della Biennale, Franco Bernabé, bloccò la mia iniziativa e mi presero per il culo sostenendo che era la stessa cosa nominare Bonami”.

Sgarbi aggiunge che non ha ancora deciso quanti artisti saranno inviati ad esporre e che, pur avendo già delle idee, deve ancora pianificare il tutto. Aggiunge però: “nel mio padiglione ideale potrei mettere una sola opera, il Cristo morto del Mantegna e accanto la foto di Che Guevara sul letto di morte”.

Infine un pensiero al centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia che arriverà nel 2011: “Tra l’altro sono anche sindaco di Salemi e che il 2011 è l’anno delle celebrazioni dell’Unità. Credo che il Padiglione Italia possa essere un’occasione per ricordare questo anniversario in modo intelligente”.

Ciò di cui si può essere sicuri è che Sgarbi, come di consueto, non mancherà di provocare e sperimentare. Se tale provocazione sarà utile a portare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’arte ed a ricordare le origini del nostro Paese, in anni in cui le istituzioni italiane vengono ben poco considerate e rispettate, ben venga la provocazione.

Valeria Panzeri