Bambini rovinati dalla tv

Nella società di oggi, per un genitore, è sempre molto difficile riuscire a lavorare e dedicare il giusto tempo al proprio figlio; la mancanza di attenzioni crea comunque un forte scompenso del bambino che inizierà a manifestare il suo disagio prevalentemente non parlando (se a 18 mesi un bambino non dice e conosce la soglia minima di almeno 20 parole, si parla di ritardo nel linguaggio).
Secondo le statistiche un bambino su 6, compiuti i 2 anni, non parla e spesso tale problema può essere sintomo di sordità, o di forti disagi in famiglia.

La certezza è che molti genitori ritengono giusto lasciare i bambini davanti alla tv, essendo considerata per loro fonte di divertimento, mettendo in secondo piano la possibilità di giocare insieme, scherzare o divertirsi insieme con le classiche favore da raccontare prima di coricarsi.
“I gesti hanno almeno in parte sostituito le parole, e bisogna dire che la maggior parte dei bambini che tardano a parlare si fa, comunque, capire benissimo dagli adulti che lo circondano. In questo senso, pronunciare correttamente le parole diventa meno necessario e nessun genitore passa più ore e ore a correggere un figlio che non dice bene la ‘r’ o la ‘d’“, dicono gli esperti.
Bisogna sempre ricordare che i bambini agiscono per imitazione, ciò significa che sono spronati a camminare se vedono altre persone farlo. Secondo uno studio però il ritardo della parola, se non è dettato da una malattia, va attribuito alla televisione che ha un forte impatto negativo, perché il bambino si trova davanti ad un ascolto passivo.

Alessandra Battistini