Calcio – Juventus-Roma 1-2. Grande rivincita per Claudio Ranieri: “Roma è casa mia”

Juventus-Roma 1-2. E’ la vittoria di tutta la Roma, ma soprattutto di Claudio Ranieri, l’allenatore che l’altr’anno aveva portato la Juventus a sfiorare lo scudetto (cosa non richiesta dalla società) e che a due giornate dalla fine del campionato, a causa di alcuni risultati non molto positivi, è stato esonerato. All’allenatore di Testaccio non è andata giù la cosa e ieri sera si è meritatamente preso la rivincita sulla Vecchia Signora, lui che da sempre è un grande tifoso della Roma.

Ranieri, ieri intervistato da tutti i principali organi d’informazioni, è apparso molto soddisfatto per la vittoria ma soprattutto per come è arrivata.

RANIERI a Sky
Che vittoria è stata quella della Roma? La vittoria del gioco,del carattere, del sacrificio?
“La vittoria di lottare fino in fondo. I ragazzi ci credevano, erano 9 anni che la roma non vinceva qui a torino e volevamo vincere per i nostri tifosi che erano saliti fin qui molto volentietri, perchè la città comincia a credere a questa squadra si sta divertendo stiamo giocando bene per cui sono proprio felice per i nostri tifosi”
Per lei è la prima vittoria contro la Juventus. Che vittoria è anche sul piano personale? lei aveva detto che non era in cerca di rivalsa, ma vale qualcosa in più questa vittoria?
” No non vale sotto il piano personale. Io faccio parte della Roma. Io sono contento perchè vogliamo stare tra le prime quattro. Era una partita importante perchè la Juventus vuole restare attaccata al treno Champions, e una vittoria oggi voleva dire metterla sotto di diversi punti e questo è stato. Io non cercavo rivalse e ripeto io sono contentissimo di quello che ho fatto nei due anni qui a torino e ora sono contentissimo di essere tornato a Roma che è casa mia”.
Hai deciso di mettere Burdisso in mezzo alla difesa e ci voleva carattere nel mettere in discussione Mexes che era il titolare, e Casetti che era in grande difficoltà ad inzio campionato con Spalletti e tu lo hai riproposto e ora è titolare. Inoltre la grande partita di Pizarro che anche aveva che anche lui è stato escluso a volte da Spalletti. E’ questa la tua Roma?
“La mia Roma è cambiata nella mentalità perchè ogni allenatore cerca di portare la sua mentalità, il suo gioco, la sua esperienza per cui quando dissi scordatevi il bel gico era proprio per far capire alla squadra che non era importante soltanto il giocar bene ma era importante far punti e cercare di non prendere goal. Pian piano ci siamo assestati; piano piano determinati giocatori che l’anno scorso avevano avuto problemi fisici parlo di Perrotta o Taddei, si sono ritrovati, ed ora è una Roma che sta facendo molto bene, che gioca un buon calcio è compatta, crede in quello che gli dice l’allenatore per cui maggior soddisfazione per me non ci può essere”
11 vittorie e 3 pareggi nelle ultime 11 partite. La Roma gioca da scudetto?
“Io credo che lo scudetto sia una parola grossa. Lasicamolo all’Inter, il MIlna sta provando a mettergli i bastoni tra le ruote. Noi dobbiamo lottare per stare in Champions League e migliorare la posizioni attuale. Ci sono diverse squadre che concorrono alla soluzione finale che è quella di andare in Champions, quando il campionato è solo all’inizio del girone di ritorno. Per cui era importante vioncere propio per mettere la Juventus ancora più sotto di noi e cercare di prendere più punti possibili alle avversarie che ci sono in questo lotto, in cui ci sono squadre molto forti”.
Ha salutato i suoi ex-giocatori?
“Sì, tutti quanti “.
E i dirigenti?
“No, i dirigenti no”.

RANIERI a Mediaset
Avrebbe mai immaginato una situazione simile, di fare ben undici punti in più della Juve nelle gare che lei ha diretto? Avrebbe pagato di tasca proprio per vincere stasera, vero?
“Io pagherei ogni cosa per vincere perchè il mestiere dell’allenatore è far punti, e sfruttare al massimo la rosa di giocatori che si hanno a disposizione. Non avrei pagato perchè affrontavo la Juve, la mia ex squadra, non m’interessava era importante la vittoria proprio perchè affrontavamo una squadra che lotta cvome noi per entrare in champions League e la volavamo mantenere sotto, ci sentiamo riusciti.Ma questo non significa che la lotta sia terminata, la lotta comincia adesso perchè adesso mancano 17 gare alla fine del campionato e le pretendenti alla Champions League sono molte, noi in questo momento siamo in posizione privilegiata, sappaimo che il campionato è lungo, come adeso abbiamo il vento in poppa può cambiare… Stiamo lavorando affinchè questo vento si riesca sempre a prenderlo dalla parte giusta”.
E’ innegabile che una serata così la rende molto orgoglioso? Dove volete arrivare?
“Sono felicissimo, credo di avre lavorato benissimo nei due anni alla Juve.Il rimprovero è proprio quello, se non fossimo arrivati terzi il primo anno, forse sarebbe stato tutto molto normale.Invece essereg giunti terzi il primo anno e secondi il secondo ha fatto un pò stravolgere e pensare che ormai la strada era in discesa, io quello che ho fatto l’ho fatto bene e sono stato benissimo qui a Torino.Pazienza per l’ultimo periodo, per me l’importante è lavorare con giocatori che ti seguono, che si crei un buon feeling con la società”.
Questa partita la Roma l’ha saputa anche rimontare, con ghrande compattezza di gruppo, una dote che lei è riuscito a trasmettere a questo gruppo…
“La forza di questa strada sta nella qualità dei giocatori unita al carattere, se sono stato 10 anni all’estero qualcosa avrò di più di qualcun altro… Tutto quello che ho lo do ben volentieri alla mia squadra”.
Abbiamo visto grande affetto, baci e abbracci con i suoi ex giocatori…ha incontrato proprio tutti quelli che non voleva incontrare stasera?
“Quelli che volevo incontrare li ho incontrati”.
In casa grande cammino, 8 vittorie e 2 sconfitte, in trasferta non un cammino da grandissima.Questa vittoria può daere convinzione per andare a giocarsela su tutti i campi?
“Si poteva mancare la vittoria importante fuori casa, ma quello che mancava era la concentrazione come si è visto a Cagliari, in una partita che era chiusa 2-0 per noi, non c’era stata partita però abbiamo perso due punti importanti ma questo fa parte di un campionato.Sicuramente andremo a prendere questi 2 punti da qualche altra parte.la squadra ha sempre lottato, ha ripreso molte partite negli ultimi 15 minuti, io sono molto contento dell’atteggiamento mentale di questi ragazzi.Oggi siamo riusciti a restare sereni, sapevamo che la Juve sarebbe partita molto forte, cercando di metterci sotto ma non ci siamo disuniti quando siamo andati in svantaggio”.
Riise da quando siete andati in superiorità numerica è diventato devastante, ha fatto l’attaccante aggiunto, ha fatto espellere Buffon e ha fatto il gol decisivo, è stata una tua invenzione?
“Si, l’ho spronato ma quelle sono intelligenze tattiche del giocatore.Io l’ho esortato ad attaccare con più forza, lui mi diceva che non cambiavamo mai gioco.Ma io gli ho detto di non preoccuparsi e inserirsi, che sarebbe arrivata. Lui ha cominciato a spingere perchè  è un ragazzo generosissimo, ma oggi aveva badato per lo piu’ a coprire, ma quando eravamo in svantaggio era il momento di rischiare”.

Leonardo Bocci