Calcio-Lazio, continua la protesta dei tifosi. Ballardini: “La classifica ci preoccupa, servono rinforzi”

Non accenna a concludersi il periodo di crisi per la Lazio. Anche oggi, la squadra biancoceleste non è riuscita ad andare oltre il pareggio contro il Chievo all’Olimpico. Biancocelesti passati in vantaggio nel primo tempo grazie al gol di Stendardo, ma riacciuffati dai veneti a dieci minuti dal termine grazie al bomber Pellissier.

L’ennesimo flop stagionale che non ha fatto altro che aumentare l’ira e la protesta dei tifosi, in aperta contestazione contro il presidente Lotito e la squadra. Già prima della gara, una numerosa parte del tifo laziale aveva deciso di protestare dandosi appuntamento fuori lo stadio per disertare il primo quarto d’ora di gioco della gara. Una dura presa di posizione, per cercare di suscitare una reazione in una squadra ormai in piena lotta per non retrocedere.

E la reazione, sembrava esserci stata. Fino al gol del Chievo a dieci minuti dal termine, su una clamorosa distrazione della retroguardia biancoceleste. Al fischio finale, sono piovuti fischi contro la dirigenza e la squadra e la contestazione dei tifosi è proseguita ad oltranza. Tutto, ovviamente, sotto l’occhio vigile delle forze dell’ordine.

Nel dopo-partita, il tecnico della Lazio Davide Ballardini ha commentato questo ennesimo passo falso della sua squadra: “Siamo a due punti dalla zona retrocessione, e la classifica preoccupa: ma abbiamo i mezzi tecnici per uscire da questa situazione – ha dichiarato ai microfoni di Sky -Ora spero che arrivino i rinforzi di cui abbiamo parlato, due o tre nomi sono stati già individuati”.

Ancora sulla contestazione dei tifosi, il tecnico aggiunge ai microfoni di Rai Sport: “Non deve essere un alibi. La Lazio deve avere la forza di uscire da questa situazione.  È un momento difficile, non pensiamo solo alla prossima partita, quella con la Juve ma a fare i punti per portate la Lazio alla salvezza”.

Il tecnico conclude parlando delle scelte tecniche di oggi: “Oggi non avevamo tante alternative, anche per noi la sesta partita in 18 giorni, giocare così tanto per alcuni è difficile”.

Francesco Mancuso