Favara: ora tutti parlano, ma son morte due bimbe

E’ un susseguirsi di dichiarazioni quello che viene dopo il crollo della palazzina a Favara, nell’agrigentino, dove ieri hanno perso la vita due bambine. Marianna e Chiara Bellavia sono rimaste senza scampo sotto le macerie.

Il sindaco annuncia che questa è una tragedia di tutti “: “E’ una tragedia che riguarda tutta la comunita’  ci stringiamo alla famiglia e faremo la nostra parte fino in fondo”. Bene, come mai allora queste persone abitavano in una palazzina a rischio crollo e che tutti sapevano essere in quello stato? Come mai ancora tante altre persone sono nella medesima situazione?

”Esprimo il mio profondo cordoglio alla famiglia Bellavia per la morte delle piccole Chiara e Marianna, vittime innocenti di una tragedia per la quale si rimane profondamente addolorati. Un dramma su cui si dovra’ fare piena luce in tempi brevi”. Così  l’assessore regionale al Territorio, Roberto Di Mauro all’adnkronos, aggiungendo che “Al disegno di legge sulla casa approvato in commissione all’Ars, aggiungeremo un emendamento che permetta di stilare un piano che individui nell’intera regione tutte le zone a rischio crolli. E’ necessario misurare  attraverso un’indagine capillare la quantita’ e la qualita’ edilizia delle citta’, per valutare e introdurre tutte le misure indispensabili per la messa in sicurezza del territorio”. Certo, non c’è dubbio che tutto quello che ha detto l’assessore sia giustissimo; ma come mai c’è stato bisogno di due bimbe morte, sotto gli occhi dei loro genitori, perchè qualcuno si accorgesse della assurda situazione delle abitazioni di alcuni comuni siciliani? In più, vogliamo per forza credere che questo problema esista solo in Sicilia?

Cordoglio e solidarietà sono stati espressi anche dal Ministro della Giustizia Alfano, che chiede chiarezza sulla vicenda al più presto. Giusto anche questo, ma forse bisognava chiederla prima, anche se in questo caso niente di ciò che riguarda questa tragedia è imputabile al Ministro.

L’unico che ha diritto di parlare è il padre di Marianna e Chiara, ma ciò che dice non avremmo mai voluto sentirlo.”Ero sveglio e stavo per chiamare i bambini quando all’improvviso è crollato tutto. Questo non sarebbe successo se avessimo avuto la casa popolare che avevo chiesto tempo fa. E’ una tragedia, sono distrutto, sarebbe stato meglio se fossi morto io”.  Ora, che sia stata solo la burocrazia a distruggere le vite di due bambine e rovinare l’esistenza di un’intera famiglia? Possibile che sia un’arma così affilata?  Che qualcuno, forse, non ci abbia messo tutto l’impegno che invece avrebbe dovuto? L’Italia attende risposte, da Sindaco e Assessore soprattutto, non perchè loro siano i responsabili , ma perchè loro e solo loro, ora,  possono fornire in fretta queste risposte.

A.S.