Foto schock: foche uccise per “sport” con bastonate in testa, il massacro continua

Questa  è una di quelle notizie che un giornalista non vorrebbe mai trattare, perchè a volte è davvero difficile accettare la barbarie umana.

Di tutti i divertimenti dell’uomo, questo è sicuramente uno dei più disdicevoli: il massacro di altri esseri viventi per “sport”. E’ così che viene definita la carneficina che viene compiuta giornalmente in Canada e Norvegia, così viene mascherato un terribile delitto con termini che poco c’entrano con la realtà della cosa.

Definire sport un’attività simile non è accettabile, nè tollerabile: è tentare di legalizzare, normalizzare una pratica violenta e barbara. Lo sport,da che mondoè mondo, è un’attività pulita, una sana competizione, una gara tra pari. In questo caso vi è un predatore terribile contro un essere indifeso che viene massacrato con delle mazze di legno in testa.

Sui siti che si occupano del problema si trovano centinaia di foto la cui visione commuoverebbe anche il cuore più duro: uomini che bastonano foche insnaguinate, sguardi tristi  di cuccioli che muoiono in una pozza di sangue. E loro continuano a definirsi “sportivi”.  Uno sport che ha causato la morte di oltre un milione e mezzo di esemplari.

Per fortuna l’Italia già da alcuni anni si è schierata apertamente a sfavore della sanguinosa pratica, riconoscendo che un simile atto lede i valori fondamentali della nostra civilità. Valori che dovrebbero essere universalmente riconosciuti, perchè esistono dei diritti che sono al di sopra degli usi e della cultura dei singoli paesi, sono diritti naturali che nessuno dovrebbe sognarsi di infrangere. In Italia le importazioni di pelle di foca sono state drasticamente ridotte, ma il problema sono paesi quali il Giappone, India, Indonesia che importano enormi quantità del prodotto.

In più, come se non fosse già abbastanza, il massacro ha contagiato anche la Scozia, territorio della “carneficina segreta”. Nascosto agli occhi del mondo, il delitto è giustificato perchè le foche sono ritenute una minaccia per l’allevamento dei pesci, oppure perchè dannose per le reti. Spararle è lecito, perchè si preferisce tutelare il bussiness piuttosto che la vita degli animali: la logica economica vuole che sparare alle foche porti maggior profitto e dunque così sia.

Gli esemplari di foca in Scozia sono ridotti a un numero esiguo, per non parlare della riduzione dello stock di pesce a causa dell’eccessiva pesca. I colpevoli, dal canto loro si giustificano dicendo che gli esemplari uccisi sono appena 5000 e che tutto questo è necessario per l’industria ittica. L’OIPA ha lanciato un appello per fermare tanta crudeltà, aderirvi sarebbe un modo per contribuire a porre fine all’ingiustizia, far sentire la propria voce. Sperando che un giorno questa violenza possa avere fine.

Indirizzo per inviare la petizione: http://www.oipaitalia.com/caccia/appelli/scozia_petizione.html

Mariasole Bergamasco