Il consigliere bolognese Natali: Delbono pericoloso per dna del Pd, se sarà rinviato a giudizio

Non mancano di suscitare polemiche le più recenti dichiarazioni del sindaco di Bologna Flavio Delbono, coinvolto da dicembre nell’inchista ormai nota con il nome di Cinzia-gate, a causa di alcune note spesa di trasferte avvenute in passato con la sua ex compagna, e che sarebbero state coperte con denaro pubblico del Comune di Bologna, quando Delbono era ancora assessore.

Il fatto di aver dato mostra di sicurezza sull’inchiesta, e di dichiarare su tutti i fronti pulita la propria coscienza, infatti, non ha suscitato molto favore dalla destra, come era legittimo e prevedibile. La frase “non mi dimetto neanche se vengo rinviato a giudizio, perché non sono ricattabile”, con la quale Delbono dichiara senza ombra di perplessità le sue intenzioni, a dispetto di chi lo prevedeva sull’orlo della disperazione politica e mediatica, non ha fatto felici molti a destra, e su questo nessuna sorpresa.

Ma la sorpresa viene ora da sinistra, dal momento che a quanto pare non tutte le fila del Pd sono disponibili a dare man forte al sindaco bolognese. In caso di rinvio a giudizio, infatti, sembrerebbe che si stia diffondendo anche il timore di una eventuale “macchia” nell’integrità morale del partito, e nella sua immagine pubblica.

Proprio dal Comune di Bologna, infatti, arrivano dichiarazioni di perplessità della giunta del sindaco, e proprio fra gli esponenti dello stesso schieramento del primo cittadino. Il consigliere comunale Pd Paolo Natali, così ha ritenuto di esprimersi, evidentemente dopo essersi già consultato con altre voci di partito: “Penso che nel momento in cui ci sia un rinvio a giudizio, la decisione non spetti solo a lui. Delbono dovrà decidere tenendo conto di chi lo ha sostenuto ed eletto e del dna che il Pd si è dato fino a qui, ad esempio con il Codice Etico”. Dna instaurato stabilmente nel Pd, che secondo Natali “è importante che sia conservato, dal momento che abbiamo già tanti cedimenti”.

Sandra Korshenrich