Puglia alle primarie: le preoccupazioni dei “centristi” e del Pd

Secondo i dati diffusi da “La fabbrica di Nichi”, il comitato elettorale del governatore uscente Nichi Vendola, alle 13 già 50mila cittadini pugliesi si sarebbero recati ai seggi organizzati dal centrosinistra per scegliere il candidato delle prossime elezioni regionali. Probabile, quindi, che venga raggiunto l’obiettivo dei 200mila votanti finali alle 21 di stasera.
I due contendenti hanno votato, entrambi intorno alle 11 di questa mattina, a Bisceglie (Francesco Boccia) e a Terlizzi (Vendola).

Cresco, intanto, la tensione all’interno del fronte degli ex-popolari del Partito Democratico, che vedrebbero in un’ipotetica, e possibile, vittoria di Vendola il segno di un allontanamento dall’Udc.
“Se Francesco Boccia – ha detto l’ex ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni – dovesse perdere le primarie sarebbe una sconfitta per tutto il Pd, nessuno potrebbe “gioire” per un risultato simile, ma sarebbe altrettanto bagliato “aprire la stagione delle recriminazioni”.

Molti esponenti nazionali delle minoranze, che fanno capo a Franceschini e Veltroni, sono accusati di non aver contribuito alla campagna elettorale di Boccia, con l’intento di usare la Puglia come grimaldello per mettere in crisi la segreteria di Bersani.
Ma a preoccupare maggiormente Boccia è il fatto che la base dei militanti del Partito Democratico pugliese potrebbero aver deciso di non obbedire alle indicazioni dei dirigenti, scegliendo di sostenere Vendola che, ormai da tempo, gode di grande simpatia anche fra i democratici.

Ironico il commento di Francesco Rutelli, leader della neonata Alleanza per l’Italia, che ha detto: “Mentre guardo alle primarie in Puglia penso a quale scusa avrei dovuto inventare per evitare un commento se fossi stato ancora nel Pd e quindi ora posso dichiarare tutto il mio sollievo nel dichiarare chiusa la mia partecipazione ad un disegno che è andato nella direzione opposta a quella che volevamo”.

Forte valore alla competizione odierna viene dato, invece, da Pierferdinando Casini, talmente impegnato a seguire le vicende pugliesi da non essere riuscito il tempo per commentare la condanna a 7 anni di Cuffaro.
“Oggi – ha detto – si vedra’ in Puglia se e’ possibile un riformismo nella sinistra e della sinistra […] e non sara’ possibile ne prenderemo amaramente atto: ma credo che sara’ un’occasione persa”.

Ma le primarie di oggi potrebbero essere solo l’inizio.
Non è escluso, infatti, che le elezioni di marzo dimostrino una volta per tutte che i centristi sono incompatibili con il centrosinistra e che, soprattutto, il popolo della sinistra, anche quella del Partito Democratico, è incompatibile con questi centristi.

Mattia Nesti