Reggio Calabria: gli investigatori propendono per la pista mafiosa

Nelle indagini condotte a Reggio Calabria, in seguito al ritrovamento della Fiat Marea contenente armi ed esplosivo nel giorno della visita del Capo dello Stato (giovedì scorso), la pista che conduce all’atto intimidatorio firmato dalla ‘ndrangheta si fa sempre più credibile.

Domani, alla presenza del gip Francesco Petroni, si svolgerà l’udienza di convalida del fermo per Francesco Nocera. Il carrozziere reggino aveva denunciato il furto dell’autovettura presente nella sua officina, ma per gli inquirenti il suo è stato un tentativo di depistaggio. Su di lui grava adesso l’accusa di favoreggiamento personale, con l’aggravante delle modalità mafiose.

Potrebbe essere stato lo stesso Nocera, infatti, a fornire ai criminali il mezzo –  poi abbandonato sulla strada vicino all’aeroporto di Reggio Calabria – sul quale piazzare l’esplosivo e le armi, per lanciare un chiaro messaggio intimidatorio al Presidente Napolitano, in visita nel capoluogo calabrese, e a tutto il Paese. Non solo, per gli investigatori la denuncia avanzata da Nocera il giorno del ritrovamento dell’auto avrebbe ostacolato le forze dell’ordine nell’identificazione dei suoi presunti complici.

All’esame degli uomini del Ris (Reparto investigazione scientifica) tutto il materiale rinvenuto nella Fiat Marea: 2 ordigni rudimentali, 2 fucili, 2 pistole, 3 passamontagna e una tanica con liquido infiammabile; la speranza è che si possa rilevare qualche traccia che consenta l’identificazione di chi ha guidato e poi abbandonato la macchina.

L’udienza fissata per domani si svolgerà alla presenza del pm ordinario Francesco Tripodi e di quello del Dda (Direzione distrettuale antimafia) Mario Andrigo che hanno condotto le indagini e coinciderà con una data importante anche dal punto di vista istituzionale. Il governo guidato da Silvio Berlusconi ha, infatti, deciso di convocare domani a Reggio Calabria (in via straordinaria) il Consiglio dei ministri, per ribadire la presenza dello Stato in un territorio critico come quello della Calabria, segnato dai traffici e dagli interessi della criminalità organizzata.

Maria Saporito