Calcio – Roma, Totti: “E’ una grande Roma”

Totti sabato sera era partito dalla panchina e forse neanche sarebbe entrato ma l’infortunio di Toni lo ha fatto scendere in campo e come al solito, il capitano giallorosso, è stato protagonista, fornendo passaggi a destra e sinistra per i suoi compagni e trovando il gol del momentaneo pareggio su rigore. Totti intervistato da romanews.eu parla di tutti, da Toni a Buffon, dalla squadra a mister Ranieri.

L’unica big alla quale ancora non ha segnato Totti è la Fiorentina

“Mi preparo per la Fiorentina tra due settimane, per sfatare l’ultimo tabu… è una grande Roma. Le sensazioni che mi provoca mi riportano con la mente alla Roma dello scudetto: questa squadra ha la stessa mentalità. Manteniamo però i piedi per terra.  Bisogna lavorare ancora molto per arrivare a quei livelli… Da Siena in poi è cambiata la nostra stagione, abbiamo modificato la rotta e trovato la giusta mentalità anche se abbiamo perso quelle tre gare di fila (Milan, Livorno e Udinese). Adesso andiamo passo passo, ma vedrete che possiamo arrivare lontano. Abbiamo vinto a Torino, contro la Juventus e con il mio primo gol in casa loro… Tutto procede bene. Adesso, però, occhio alle vertigini da alta classifica…”.

Sul suo ingresso in campo al posto dell’infortunato Toni

“Faceva freddo quando sono entrato e sinceramente ho temuto di farmi male. Se fosse accaduto avrei dovuto strappare il contratto (scherza, ndr) e magari qualcuno sarebbe stato pure contento… Quando ho visto che Ranieri si girava verso di me in panchina ho avuto un brivido. Un po’ per l’emozione, un po’ per le temperature glaciali”.

Su Ranieri e i suoi compagni

“Ranieri è un romano doc, un grande tecnico, un uomo che si fa capire nello spogliatoio. È carismatico, ha idee chiare, sa dove vuole arrivare. Poi parla la mia stessa lingua, il ‘romanesco’. Ecco, in questo mi ricorda Mazzone. Un Mazzone tecnicamente più evoluto, moderno. Ma con la stessa ‘tigna’ tipica della gente di questa bellissima città”. Poi, sul problema che ha bloccato Toni dopo sette minuti: “Un vero peccato il problema di Luca, la sua assenza si farà sentire. Gli auguro di tornare presto in campo”. Non solo Ranieri e Toni, però: “Juan è tornato ai suoi livelli: è impeccabile. E pensare che secondo qualcuno non era più un giocatore da Roma… Pizarro è una garanzia, un metronomo dai piedi vellutati. Il suo lancio per Riise è stato un capolavoro. Ecco, Riise: è una forza della natura, basta guardarlo, gioca a maniche corte a certe temperature… Cosa altro aggiungere?”.

Sugli insulti e sul rigore segnato a Buffon

“I cori che ho ascoltato a Torino — spiega Francesco —  sono stati tra i peggiori che abbia mai sentito. E si lamentano per il mio gesto a fine partita? Dalle gradinate mi hanno insultato per tutta la gara. Mica sono insulti solo quelli per Balotelli! Anche se non sono di colore gli insulti li prendo pure io. Forse non si chiamerà razzismo, ma il senso è lo stesso. Sissoko? è un buon giocatore ma troppo falloso. Anche a Torino ho ricevuto la mia solita razione di calci. Il rigore? Non farei mai il cucchiaio a Buffon: a lui proprio no, lo stimo ed è un grande amico. È una forma di rispetto. Credetemi, non lo avevo neppure messo in preventivo. Aveva individuato l’angolo, da grande campione qual è. Si era tuffato bene, sul lato giusto, ma sono comunque riuscito a batterlo”.  Un gol che è costato alla Juventus la sconfitta. E che al tecnico bianconero Ferrara rischia di costare anche di più:  “L’andata portò all’addio di Spalletti alla Roma. Ora questa gara potrerbbe portare all’esonero di Ferrara. Evidentemente era destino…”.

Leonardo Bocci