Cara, “carissima” pausa caffè: copre un giro da 3 miliardi di euro

Il tradizionale break davanti alla macchinetta del caffè è un momento “caro” a tutti. “Caro” anche sul piano economico.

Nel libro di Antonio Barbangelo “Pausa Caffè” infatti, pubblicato dalla Egea, casa editrice della Bocconi, si può trovare uno spaccato socio-economico del settore della distribuzione automatica, che parte sin dai primi distributori di Coca-Cola arrivati in Italia nel 1946 ad oggi, periodo in cui il rito della pausa caffè copre ogni anno un giro d’affari di 3 miliardi di euro, e c’è una macchinetta ogni 26 persone. Non solo. Secondo l’analisi svolta da Barbangelo l’Italia oltre che un’affezionata consumatrice di caffè è pure la prima produttrice europea di distributori automatici e con il 70% di export occupa il primo posto mondiale della quota di settore.

Barbangelo, giornalista professionista ed oggi consulente di comunicazione in banche e compagnie assicurative, ha appurato che non si tratta solo di caffè. Esistono ormai, e ne sono pieni ospedali, stazioni ferroviarie, aeroporti, palestre e musei, distributori di bibite, snack, yogurt probiotico, frutta fresca, alimenti dietetici, ma anche pizza o pasta fumanti e pronte da consumare. Il settore della distribuzione automatica non tocca quindi soltanto l’ambito manageriale, ma anche l’economia, la sociologia, il costume: si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale che pian piano ci sta cambiando.

Azzeccato allo spirito del libro, in allegato a “Pausa Caffè” c’è anche il cd dello spettacolo teatrale “Non solo macchinette”, realizzato da Mirandola Teatro: un excursus storico che parte dall’apparizione della prima macchinetta e attraversa con ironia generazioni di ricordi ed emozioni.

Martina Guastella