Di Pietro: “In Veneto con Pd e Bortolussi”

Antonio Di Pietro, presidente di Italia dei Valori, ha presentato quest’oggi  nella città scaligera la lista dei candidati alle prossime elezioni regionali. L’ex pm ha confermato l’appoggio al candidato del Pd Bortolussi, anche se nell’ultime ore si vociferava una possibile candidatura del capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. “Con la scelta di Bortolussi come candidato presidente, la matassa e’ stata finalmente dipanata anche in Veneto – ha affermato Di Pietro – Oggi Idv e Pd in Veneto hanno deciso di fissare pilastri importanti per una coalizione che deve portare al più presto a governare anche qui. Adesso dobbiamo aprire alle forze che ci vogliono stare, in base ad un programma condiviso, non per semplice alleanza elettorale”.

Il leader dell’Idv ha poi aggiunto: “Abbiamo preso atto che la nostra richiesta e’ stata accettata dal Pd, che con Bortolussi ha indicato una candidatura di qualità e del territorio, che esprime il sentire della maggioranza dei cittadini veneti. Una candidatura, quella di Bortolussi, condivisa e costruita con noi di Italia dei Valori”.

Di Pietro ha colto l’occasione per lanciare qualche frecciatina agli sfidanti leghisti, dichiarando di voler “smascherare” la Lega del weekend. ”La Lega di tutti i giorni sta a Roma, e si divide il potere con le truppe di Berlusconi – ha affermato l’ex ministro delle infrastrutture -. La Lega del week end viene qui in Veneto a raccontare fandonie ai cittadini. Idv vuole smascherare la Lega dei week end e delle poltrone”.

L’ex magistrato ha poi attaccato il governo sulle grandi opere: ”Le infrastrutture sono l’esempio piu’ lampante delle falsità del governo. In realtà non c’e’ un euro, ma solo uno spostamento continuo degli stanziamenti, con una serie di delibere del Cipe, solo per fare le inaugurazioni su e giù per lo stivale – ha affermato Di Pietro -. Un caso emblematico e’ quello del ponte sullo stretto di Messina: in realtà hanno inaugurato lo spostamento di un pezzo di binario, deciso e stanziato fin dagli anni ’90. Altro che grandi opere, solo tanti tagli di nastro e basta”.

Daniele Vacca