Gli Italiani credono ancora nella magistratura, anzi, ci credono di più

Il 29 Gennaio sarà presentato presso la sala conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma il “Rapporto italia 2010” dell’Eurispes. Notizie positive per quanto riguarda la fiducia nelle istituzioni; strano a dirsi in effetti, dopo anni di delusione, allontanamento, sfiducia e rifiuto. Gli italiani che credono ancora nelle istituzioni aumentano percentualmente in modo concreto. il “salto” tra il 2008 e il 2009 è assolutamente sorprendente:

Questo cambiamento, evidente per alcune, non coinvolge tutte le Istituzioni nello stesso modo, ma nel complesso esprime un segnale che non puo’ essere sottovalutato. Analizzando la serie storica dei dati relativi al grado di fiducia accordata dai cittadini alle istituzioni emerge con chiarezza come questa abbia registrato un aumento importante passando dal 10,5% del 2009 al 39% del 2010, con uno scarto di ben 28,5 punti percentuali. Si e’ trattato evidentemente di una crescita graduale se si prendono in considerazione gli ultimi tre anni quando, nel passaggio dal dato del 2008 (5,1%) a quello del 2009 (10,5%), si iniziava ad intravedere una lieve ripresa della fiducia degli italiani, ma marcata se si considera invece il periodo 2004-2008 all’interno del quale il numero dei fiduciosi non supera mai il 10%”.

La figura che più acquista fiducia è il Presidente della Repubblica Napolitano, che sembra essere il “carro” che traina tutto il resto del sistema, raggiungendo il 70% di consensi,contro il 62% dell’anno passato. Un forte aumento di fiducia viene espresso anche verso la magistratura, che passa dal 44,4 % al 47,8. Non influirebbero quindi, secondo la ricerca in questione, le continue polemiche sui magistrati singoli come De Magistris o Woodcock o le “accuse” di politicizzazione ad intere procure  da parte di alcuni esponenti del Governo, tra i quali anche il Presidente del Consiglio. La magistratura quindi, all’interno dell’opinione pubblica,  ha vinto le battaglie politico-legislative del “Lodo Alfano” e del “Processo breve”. 

Proprio il Governo,inteso come istituzione, vale a dire l’organo che ha proposto questi provvedimenti al Parlamento vede i suoi consensi calare, seppur di poco (questo tra l’altro non farebbe altro che confermare il trend positivo per quanto riguarda la magistratura, visti gli scontri, talvolta estremamentre aspri, tra l’uno e l’altra). Va detto però che la tendenza è uguale dal 2004; indipendentemente dal colore politico quindi, la “figura” del Governo continua a perdere fiducia, pur lentamente.

Le motivazioni vanno ricercate, probabilmente, seguendo strade diverse, ma parallele . Per quanto riguarda il centro-destra, i costanti problemi legali del Presidente del Consiglio e ultimamente gli scandali di Villa Certosa e Palazzo Grazioli, uniti alla crisi economica e alla conseguente disoccupazione in forte crescita non possono non aver influito sulla credibilità del Governo attuale.

Sul Centro-Sinistra non è possibile non notare che nei suoi (pochi) anni di governo, non ha fatto molto per farsi ben volere dagli italiani: Aumento (apparentemente ingiustificato) delle tasse, poca comunicazione, sia con i cittadini che all’interno della stessa coalizione, litigi eccessivi e conseguente instabilità (anch’essa eccessiva), che hanno poi portato all’ auto-caduta dell’ultimo governo Prodi e all’ennesima ascesa di Berlusconi.

Insomma, gli italiani non vedono la stabilità,che obiettivamente non c’era e ancora non c’è da una parte e probabilmente non vedono la serietà dall’altra. Indipendentemente da come lavori, è  estremamente difficile per un capo di  governo giustificare la presenza di escort nel proprio domicilio; non si tratta di una critica politica, ne tanto meno di una sparata “gossippara”, ma di un puro dato di fatto. La caduta del potere legislativo quindi sta lasciando aperta la strada all’ascesa di quello giudiziario, nel quale il popolo del bel paese ripone molta più fiducia di quanta non ne riponga in chi lo governa.

A.S.