Haiti, Bertolaso: “Non ce l’ho con gli Usa”

Botta e risposta tra Guido Bertolaso e il segretario di stato Usa Hillary Clinton.

Il capo della Protezione Civile italiana, rientrato questa mattina da Haiti, torna a parlare della polemica sulla gestione degli aiuti umanitari che hanno provocato la dura reazione della Clinton e la presa di distanza del ministro Frattini che ha bollato la sua reazione come “dettata dall’emotività”.

«Io emotivo?  – sono pagato per stare calmo. Ma anche per fare le cose per bene», precisa Bertolaso,

Dietro alle sue parole dunque nessun attacco agli Usa di cui anzi  elogia l’operato:”Stanno mettendo in campo uno sforzo importante». «Manca però un coordinamento» che sta lasciando «migliaia di haitiani abbandonati a se stessi» e questo lo hanno visto tutti quelli che si sono aggirati per le strade di Port Au Prince. «Respingo chi sostiene che le mie parole fossero un attacco agli americani – afferma ancora una volta – Basta riguardare la mia intervista per capirlo. Gli americani, come gli altri paesi della comunità internazionale e l’Italia, stanno impegnandosi molto. Ma gli Stati Uniti condividono con noi le difficoltà dell’organizzazione della macchina dei soccorsi». Una mancanza di coordinamento che paga l’assenza, sottolinea Bertolaso, «di una persona con pieni poteri, in grado di indirizzare tutti gli interventi».

Chiaro il riferimento alle organizzazioni internazionali,Onu su tutte:«Se uno arriva con 15mila uomini e poi non sa dove andare e cosa fare perché non c’è nessuno che glielo dice, e chiaro che si creano i problemi che tutti abbiamo visto». E non è vero che «ho mai paragonato L’Aquila ad Haiti. Se lo avessi fatto sarei stato uno sciocco. Invece ho solo detto che il modello utilizzato dall’Italia dopo il terremoto che ha colpito l’ Aquila è quello che dovrebbe essere utilizzato in ogni contesto emergenziale».

Francesca Ceci