Il San Carlo restaurato riapre i battenti con Mozart

“Rinasce il San Carlo, è un nuovo San Carlo. Il teatro più bello d’Europa e del mondo è ora anche tra i più moderni e competitivi. Per Napoli è un grande salto di qualità”: così si è espresso il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, presentando alla stampa la fine dei lavori di restauro del teatro di San Carlo di Napoli, per i quali la Regione ha investito 65 milioni di euro.

Mercoledì sera, 27 gennaio prossimo, si aprirà la stagione teatrale del massimo partenopeo, con la prima de La Clemenza di Tito di Mozart, diretta da Jeffrey Tate, per la regia di Luca Ronconi, alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano. Tra il pubblico – tutti esauriti i biglietti in vendita – ci saranno il cardinale Crescenzio Sepe, il ministro della cultura Sandro Bondi e sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta. L’opera di Mozart, sebbene in italiano, avrà sopratitoli in italiano perché, spiegano dal Massimo, gli spettatori non conoscono più i libretti così, ogni messinscena della stagione, indipendentemente dalla lingua, avrà sempre suoi sopratitoli.

Il teatro è tutto ristrutturato – ha aggiunto Bassolino – grazie alla competenza dell’architetto Elisabetta Fabbri e vorrei sottolineare che gran parte delle maestranze sono napoletane. Chi frequentava il San Carlo fino a pochissimo tempo fa si renderà conto che il teatro è tornato grande e bello come una volta ma ora è più moderno e più competitivo. Mi sembra giusto sottolineare anche – ha aggiunto Bassolino – la grandissima efficienza che abbiamo avuto nei tempi di realizzazione del restauro davvero senza confronto anche dal punto di vista amministrativo nell’uso programmato delle risorse pagando tutto nei tempi previsti. Il nostro è un grande esempio consapevoli dell’importanza che la cultura riveste per la nostra città e in un momento difficile per l’economia italiana, regionale e cittadina. Il San Carlo è un grande ambasciatore di Napoli nel mondo. Ora ci attendiamo grandi risultati da una programmazione di altissimo livello”.

Una delle sfide più importanti da vincere per il restauro del teatro di San Carlo – ha detto Bassolino – è stata quella di mantenere intatta e, se possibile, migliorare l’acustica non solo della sala grande ma anche di quella prove. Una sfida, che è stata vinta anche a detta dei grandi maestri che in questi giorni sono venuti a trovarci”. “Ho sempre sentito dire da maestri come Riccardo Muti, Salvatore Abbado e Roberto de Simone ma anche da altri grandi direttori d’orchestra – ha continuato il governatore – che il San Carlo non era solo tra i più bei teatri al mondo ma che era un teatro importante anche dal punto di vista della resa acustica”.

Eleonora Teti