Ipotesi di stralcio nel processo Mediaset

Il processo Mediaset sui diritti tv, che vede come imputati il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri e il produttore cinamatografico Frank Agrama, è stato rinviato all’1 marzo in quanto l’1 febbraio, data prevista per la prossima  udienza, il premier si troverà in Israele per una visita di Stato. Il presidente del collegio, Edoardo D’Avossa, ha così preso in considerazione l’ipotesi di stralciare la posizione processuale di Berlusconi da quella degli altri coimputati. D’Avossa ha infatti dichiarato che “se dovessero persistere i legittimi impedimenti saremmo costretti a separare i procedimenti”.

L’ipotesi diventa sempre più concreta se si considera che questo rinvio dell’udienza avviene a causa della terza richiesta di “legittimo impedimento” in breve tempo. Infatti l’udienza prevista per novembre è stata successivamente rinviata a causa degli impegni istituzionali del premier in concomitanza del vertice Fao e l’udienza del 18 Gennaio è stata ugualmente rinviata per sopravvenuti impegni del presidente.

Il magistrato milanese ritiene necessario percorrere questa strada in quanto il processo, a causa dei continui slittamenti, potrebbe arenarsi. E non ha tutti i torti se si pensa pure alle norme transitorie contenute nel ddl sul processo breve.
Operare un sdoppiamento dibattimentale diventa quindi una scelta obbligata , e consentirebbe almeno per gli altri imputati, di arrivare a un giudizio in tempi “ragionevoli”. Tuttavia per quanto riguarda il filone processuale del premier questo sarebbe destinato a partire da zero in quanto il collegio presieduto da D’Avossa sarebbe ritenuto non idoneo a giudicarlo e ciò implicherebbe un azzeramento delle prove ottenute in sede dibattimentale.

Tuttavia l’ipotesi di stralcio non è gradita alla difesa del premier, rappresentata dall’avv. Longo che ha dichiarato: “Uno stralcio crea problemi enormi quando un reato e’ contestato in concorso con altri. Il codice lo prevede, ma e’ una cosa molto complicata”. Il legale è convinto che sulla questione si troverà un accomodamento.

Daniele Vacca