Inchiesta diritti tv mediaset: processo aggiornato al 1 marzo

Non sono acquisibili né utilizzabili i verbali resi da Silvio Berlusconi nel dicembre del 1994, nell’ambito dell’indagine sulle tangenti alla Gdf, e del giugno del 1999 in occasione dell‘inchiesta sul Consolidato Fininvest. Lo hanno deciso i giudici della prima sezione penale del tribunale di Milano, dove è in corso il processo sui diritti tv.

l tribunale ha così respinto la richiesta che era stata formulata dall’accusa, e alla quale si era opposta la difesa del premier. Agli atti del procedimento sarà allegata solo la memoria che il presidente del Consiglio consegnò alle autorità giudiziarie nel 1999. Per la prossima udienza, che era stata fissata per lunedì prossimo primo febbraio, quando Berlusconi sarà impegnato in Israele, la difesa del premier ha presentato il legittimo impedimento. Una richiesta sulla quale il pm Fabio de Pasquale ha chiesto ulteriori precisazioni per sapere, in particolare, se il viaggio del premier sia stato fissato prima o dopo il calendario delle udienze del processo, dunque per accertare ”la reale collaborazione” tra le parti. Dopo aver accolto l’impedimento vantato per il premier, il presidente del Collegio del processo sui diritti tv ha lanciato una sorta di ‘avviso’ alle parti: ”Se persistono legittimi impedimenti, saremo costretti a separare i procedimenti”.

Il processo, a questo punto, è stato aggiornato al primo marzo, quando dovrebbero comparire i primi testi stranieri della difesa Berlusconi.L’ipotesi di uno stralcio non piace però alla difesa del Cavaliere, per la quale sarebbe ”un problema enorme”. Lo afferma Piero Longo, uno dei difensori, spiegando che lo stralcio disposto in un processo come quello a Milano crea problemi ”quando il reato è contestato in concorso con altri. Il codice lo prevede ma è una cosa molto complicata. Sono certo – ha affermato il difensore – che troveremo un accomodamento”.

Il legale ha anche anticipato che Berlusconi non chiederà di essere interrogato nell’ambito dell’indagine su Rti, chiusa venerdì scorso dalla Procura di Milano, dove è indagato per appropriazione indebita e frode fiscale. “E’ il nostro metodo – ha detto l’avvocato – sia mio che del collega Niccolò Ghedini, anche perché nel caso specifico consideriamo scontata la richiesta di rinvio a giudizio. In generale – aggiunge – non riteniamo producente per la difesa anticipare la strategia al rappresentante dell’accusa”.Ma non è solo Silvio Berlusconi a non volersi presentare davanti al pm. Stando a quanto si apprende negli ambienti giudiziari, nessuno degli altri 11 indagati, tra i quali Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri, chiederà di essere ascoltato dal pm.

Manuela Vegezio

// <![CDATA[

var google_adnum = typeof(google_adnum) == 'undefined' ? 0 : google_adnum;
function google_ad_request_done(google_ads) {
var s = '';
var i;
if (google_ads.length == 0)
return;
if (google_ads[0].type == "text") {
s += '

Annunci Google

‘;
for(i=0; i < google_ads.length; ++i) {
s += '
‘ +
” +
google_ads[i].line1 + ‘
‘ +
//description
” +
google_ads[i].line2 + ‘ ‘ +
google_ads[i].line3 + ‘
‘ +
//url
” +
” +
google_ads[i].visible_url + ‘
‘;
}
if (google_ads[0].bidtype == “CPC”)
{
google_adnum = google_adnum + google_ads.length;
}
s += ‘

‘;
}
document.write(s);
return;
}
google_ad_client = ‘ca-pub-5862655997843475’;
google_ad_channel = ‘7919349531’;
google_ad_output = ‘js’;
google_max_num_ads = ‘4’;
google_ad_type = ‘text’;
google_language = ‘it’;
google_encoding = ‘utf8’;
google_skip = google_adnum;
// ]]> //