Puglia: la gente ha scelto Nichi

Notte felice per Nichi Vendola. Con il 73% dei voti, il governatore uscente della Puglia riceve l’incoronazione popolare e manda all’aria i teoremi elaborati nelle “stanze dei bottoni” del Pd. La gente ha voluto così; ovunque: a Bari Vendola ha incassato il 75% delle preferenze, a Taranto il 65%, a Manfredonia il 70% e a Fasano (Brindisi) è stato quasi un plebiscito, con l’85% dei voti a suo favore. Prime proiezioni, certo, ancora provvisorie, ma “termometri” importanti di una volontà collettiva che ha riconfermato la propria fiducia nei confronti del leader di Sel (Sinistra ecologica e libertà); lo stesso che in campagna elettorale si era descritto: “SOLO con(tro) tutti“.

Ma con lui c’è stato il popolo e ieri sera la festa è stata tutta per lui e per la “Fabbrica di Nichi“, l’effervescente comitato elettorale che in questi giorni di campagna si è speso senza esitazione per il politico-poeta che porta scompiglio tra le nomenclature. Gli oltre 190 mila elettori che ieri hanno affollato gazebo e sedi civiche (in molti casi è stato necessario posticipare la chiusura dei seggi per permettere a tutti di votare) sono stata la risposta più eloquente alla politica dei sofismi. Un pieno esempio di realpolitik, targata dai cittadini che non si sono fatti sedurre dalle progettualità partitiche.

Il loro voto è stato un “no” alla direnga del Pd che ha tentato la via della contrattazione, sostenendo un candidato che avrebbe permesso una coalizione di ampio respiro. All’indomani della consultazione popolare, saranno i “quadri” democratici a dover elaborare una nuova strategia, metabolizzando un risultato che a qualcuno risulterà indigesto. Dovranno, insomma, prendere atto del fallimento delle loro elaborazioni teoriche e adeguarsi al verdetto delle urne. E, cosa più importante, mantenere fede al loro “giuramento”: sostenere Vendola nella campagna elettorale che lo condurrà alle Regionali di marzo.

Nella sera del suo trionfo, per Nichi c’è solo voglia di spegnere veleni e segnare distanze dai reali avversari, quelli di destra: “Noi – ha detto – il candidato del centrosinistra lo scegliamo con un pezzo di popolo, non a Palazzo Grazioli. Da qui parte una battaglia per la difesa della democrazia. Abbiamo tutti quanti il medesimo obiettivo e tutti quanti spenderemo parole, atteggiamenti, percorsi per rendere questa alleanza la più larga possibile. L’obiettivo – ha continuato Vendola – è quello di un compromesso con le forze che si riconoscono a sinistra e coloro che si considerano moderati”. Un invito all’Udc di Casini a fare un passo indietro e a tentare una pacifica convivenza nel nome del comune interesse? Gli sviluppi futuri ci forniranno la risposta.

Un’ultima considerazione il candidato governatore del centrosinistra l’ha riservata allo sfidante ufficializzato ieri dal Pdl, Rocco Palese: “Stimo la sua passione combattentistica – ha detto Vendola –  e la sua capacità da bombardiere. Si è battuto come un leone, tenendo in piedi l’opposizione negli ultimi cinque anni”.

Vendola – Palese: il match per il governo della Regione si è delineato ieri; alle loro spalle formazioni partitiche ancora da definire. Tentennamenti e procrastinazioni che segnano la distanza con il popolo, la gente che ieri ha scelto senza timori e ritrosie: voleva Nichi e lo ha “gridato”. A marzo chissà?

Maria Saporito