Puglia: primi sondaggi, ecco perché Vendola può farcela

La vittoria di Nichi Vendola nelle primarie di ieri, tutt’altro che imprevidibile, ha delineato uno scenario politico che, fino a sabato, era stato protagonista di innumerevoli ipotesi più o meno azzeccate.
Il governatore uscente sarà, quindi, alla guida di una coalizione formata dal Partito Democratico, dalla Federazione della Sinistra, dall’Italia dei Valori, da Sinistra Ecologia Libertà e dai Verdi.

Contro di lui correrà Rocco Palese, sostenuto dal Popolo delle Libertà, da La Destra di Storace e da un nugolo di altri partitini che, secondo gli ultimi sondaggi, mettono insieme un consistente 12% di voti.
Pierferdinando Casini, come annunciato alla vigilia, ha deciso di rompere l’accordo con il Pd raggiunto a suo tempo da Boccia e, come nella migliore delle ipotesi per Vendola, ha palesato l’intenzione di allearsi con il Movimento Io Sud e con il Movimento per le Autonomie per sostenere la candidatura della fascista leccese Adriana Poli Bortone.

I tre partiti, che trovano consensi soprattutto fra l’elettorato che tradizionalmente vota a destra, valgono insieme più del 14%.
Una fetta rilevante di elettorato sottratto soprattutto al PdL che, paradossalmente, aiuterebbe proprio Vendola nella corsa alla regione.

Il “Termometro Politico”, che ieri sera ha diffuso le prime proiezioni sui risultati della primarie, ha pubblicato oggi una simulazione dei risultati delle elezioni di marzo, riguardo i voti ai singoli partiti e ai candidati delle varie coalizioni.

Rocco Palese avrebbe, a due mesi dal voto, un consenso fra il 42 e il 46% contro 39-42% di Vendola. Una forchetta fra il 12 e il 15%, invece, per la Poli Bortone.
Ma la parte più interessante del lavoro svolto dagli esperti del TP riguarda il cosidetto “fattore Soru”, ovverosia la possibilità che Vendola riesca a ricevere più voti di quelli che otterranno i partiti che formano la coalizione che lo sostiene.
Con il “fattore Soru”, infatti, il risultato della simulazione muta radicalmente: Vendola ottiene fra il 42 e il 46%, mentre Palese si ferma al 33-43%.

Si annuncia, in ogni caso, una battaglia all’ultimo voto.

Mattia Nesti