Sulla riduzione delle tasse Tremonti frena, e Berlusconi accetta

Riduzione dell’Irpef e aumento dell’Iva, ricavo pubblico fondato più sul consumo e meno sulle persone. Questa la linea intrapresa del ministro per l’Economia Giulio Tremonti, e per il momento abbastanza accettata in area Pdl, con l’assenso pubblico di ieri da parte di Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico.

Secondo Scajola, nel 2010 dovrebbero fissarsi delle tappe di avvicinamento al traguardo della riduzione delle tasse prevista per il 2011. Non bisogna puntare ad uno strappo improvviso, come spiega alla Convention del Pdl tenutasi ad Arezzo, ma piuttosto accelerare i tempo da subito, senza arrivare alla fine della legislatura per farlo.

E proprio su questo punto verte la spaccatura esistente fra l’attuale governo Berlusconi e la maggioranza. La tendenza del ministro Tremonti è quella di frenare i tempi, mentre quella della maggioranza pare essere al momento quella di intervenire senza molto attendere, nonostante i sondaggi diano al momento tranquillità al centrodestra.

Non fa onore, insomma, secondo alcune correnti del centrodestra, il fatto che il centrosinistra scenda in piazza per chiedere la riduzione delle tasse. Si presume generalmente a destra che faccia parte del dna stesso della linea di condotta berlusconiana la tendenza ad occuparsi della questione fisco in termini di riduzione all’osso. Perché allora la Cgil di Guglielmo Epifani si prepara per manifestare a marzo su quest’argomento? Il primato di paladino della riduzione fiscale deve rimanere nelle mani di Silvio Berlusconi, sembra essere il parere di questa maggioranza. E quando si litiga proponendo la stessa cosa, è forse il momento in cui ci si mette d’accordo con meno probabilità.

E su questo dilemma che sembra riguardare la sua figura da vicino, Berlusconi come si esprime? Il portavoce di Palazzo Chigi, Paolo Bonaiuti, smentisce ogni sospetto di dietro front dall’approvazione per la politica tremontiana, e ribadisce la fiducia del Premier nei confronti del Ministro dell’Economia facendo sapere che “vale ciò che ha detto il presidente Berlusconi nella conferenza stampa del 13 gennaio”.

A frenare sulle decisioni in merito di alleggerimento delle tasse, oltre alle beghe politiche date dalle elezioni regionali, ed altri argomenti in corso, sono al momento gli otto miliardi aggiuntivi di spesa per interessi sul debito, che hanno preso forma a causa della crisi. Se l’immagine richiederebbe dunque di tagliare le tasse il più possibile, i problemi oggettivi pressano dalla parte contraria, ostacolando per ora non poco lo sgravio tanto invocato da più parti, a destra come a sinistra.

Sandra Korshenrich