Tito Boeri: La proposta di Brunetta? Solo una sparata

L'economista Tito Boeri

“Mi sembra una sparata per rimediare alla gaffe sui bamboccioni di qualche giorno fa. Un ministro avrebbe il dovere di non andare in televisione a fare annunci se non ha una proposta concreta e il governo dovrebbe fare prima di parlare”. Così, in un’intervista a L’Unità, Tito Boeri, economista e animatore del sito lavoce.info, commenta l’ultima proposta del ministro Brunetta di concedere 500 euro mensili ai giovani.

“A chi poi dovremmo dare questi soldi?  – si chiede l’economista – A tutti i giovani? Ha fatto il ministro qualche conto su quanto costerebbe? Per dare 500 euro al mese a tutti coloro che hanno tra i 18 e i 24 anni ci vorrebbero 25 miliardi“. Una spesa che, precisa Boeri, il Paese non può permettersi.

La sua ricetta si discosta dalla proposta del ministro e focalizza l’attenzione su misure di sostegno non episodiche: ” Non servono provvedimenti ad hoc per i giovani, i provvedimenti ad hoc – ha spiegato l’economista – sono trappole. Se vogliamo aiutarli dobbiamo allargare gli ammortizzatori sociali anche a chi ha contratti temporanei, pagare loro gli oneri contributivi figurativi se perdono il lavoro e cambiare il percorso d’ingresso nel mercato dell’occupazione, immettendoli fin da subito – ha precisato Boeri – in contratti senza limiti di durata, fissati a priori”.

E parla del rischio di accendere contrasti generazionali: “La contrapposizione anziani/giovani – ha spiegato – se non si fa nulla, potrebbe scoppiare e sarebbe dirompente e drammatica. I giovani sono discriminati due volte: sul mercato del lavoro, come precari, e fuori dal mercato del lavoro, perché non hanno accesso agli ammortizzatori sociali”.

” Avranno – ha continuato Boeri – pensioni molto più basse di chi li ha preceduti e hanno ricevuto in dono dalle generazioni precedenti una montagna di debito pubblico. Se si vuole evitare il conflitto si faccia ciò che questo governo ha il potere (e i numeri) di fare: riformare subito ammortizzatori sociali e il percorso di ingresso nel mercato del lavoro”.

La ritrosia di Boeri non è un fatto isolato: le esternazioni di Brunetta, andate in onda ieri nel pomeriggio televisivo di Rai1, non hanno incrociato, infatti, neanche il gradimento di Palazzo Chigi. In una nota diffusa tempestivamente si è voluto precisare che: “l’idea del ministro della Funzione Pubblica con il governo non c’entra niente, non è mai stata discussa collegialmente ed è una sua iniziativa personale“.

Distanze ufficializzate in tempo reale per evitare di accendere polemiche, in un periodo poltico così delicato, su un tema: quello delle pensioni appunto, che non può lasciare indifferente una buona porzione dell’elettorato. Non solo. Le “malelingue” sostengono che dietro la diramazione del comunicato debba leggersi la firma del ministro Giulio Tremonti, sempre pronto a sbugiardare e contrastare le stravaganti proposte del collega Brunetta.

Stando ai ben informati, infatti, il responsabile dell’Economia avrebbe più volte lamentato a Silvio Berlusconi le intollerabili “invasioni di campo” di Brunetta nei temi di sua competenza e sollecitato un vigoroso intervento, da parte del premier, a sua difesa. La risposta sembra essere arrivata ieri, con la diffusione di una nota con cui Palazzo Chigi prende le distanze dalle posizioni di Brunetta. Una dimostrazione importante per il ministro Tremonti.

Maria Saporito