Polverini e le case a Roma. Un caso d’evasione?

Renata Polverini, la candiata del centrodestra per la presidenza della regione Lazio, sarebbe debitrice verso l’erario di circa 19 mila euro. Dai diversi atti di vendita riguardanti il leader del Ugl risultano infatti alcune “anomalie”.

Alla fine degli anni novanta, Plverini riceve dall’INPDAP, ente all’interno del quale l’Ugl è presente per salvaguardare le pensioni dei lavoratori, una casa in affitto in zona Eur. Nel 2002 la casa, sette vani più box, va in vendita e viene acquistata dall’inquilina a un prezzo estremamente vantaggioso: 148 mila euro. Nulla di profondamente strano, se l’anno precedente non avesse comprato un’altra casa vicino Villa Pamphili. Poco prima che avvenisse il secondo acquisto, infatti, la Polverini aveva donato la casa di Monteverde alla madre, così da poter dichiarare al fisco di essere una nullatenente e pagare solo l’aliquota del 3%, risparmiando circa 10 mila euro. Naturalmente dopo cinque anni la madre le restituisce la casa, mentre quella in zona Eur viene ceduta al segretario confederale Renato Vicari per 234 mila euro. Non è tutto.

Nel 2002, alla Polverini viene offerto dallo Ior (Istituto per leopere religiose) un appartamento a San Saba, vicino all’Aventino: sei stanze e due box per 272 mila euro. In questo frangente Il leader Ugl avrebbe dovuto pagare il 10% di aliquota, ma dichiara al notatio Giancarlo Mazza di non essere titolare di altri immobili, nonostante fosse stata proprietaria della casa all’Eur fino all’aprile 2007.

Nel caso in cui la Polverini non abbia successivamente corretto il tiro con una diversa dichiarazione o non abbia usufruito del condono, sarebbe ancora debitrice di circa 19 mila euro, la differenza, cioè, tra il 3 e il 10% di 272 mila euro.

Simone Cruso