A Favara in centinaia per salutare Marianna e Chiara

In centinaia hanno voluto rivolgere il loro ultimo commosso saluto alle sorelle Bellavia. Fuori e dentro la chiesa madre di Favara – dove si sono svolti i funerali delle due bambine rimaste sotto le macerie della loro casa, in seguito al cedimento della fatiscente struttura – una folla silenziosa si è stretta al dolore dei genitori di Marianna e Chiara.

I due feretri sono stati ricoperti di fiori bianchi e sulla bara di Marianna (la sorella più grande, 14 anni) è stato anche poggiato un grande cartellone rosa con gli ultimi messaggi vergati dai suoi compgni di scuola e dagli amici. C’era anche una ghirlanda di fiori inviata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e moltissimi palloncini bianchi che, all’uscita dei due feretri dalla chiesa, hanno anticipato il “viaggio” in cielo delle due giovanissime vittime di Favara.

Giuseppe Bellavia e Giuseppina Bello (i genitori di Marianna e Chiara, sopravvisuti insieme al figlio Giovanni, alla tragedia di sabato scorso) sono stati scortati e sorretti costantemente dagli uomini della Protezione civile e dei Vigili del fuoco. I funerali sono stati ufficiati dall’arciprete Mimmo Zambito; l’arcivescovo di Agrigento si era, infatti, rifiutato di partecipare alla commemorazione di una tragedia considerata “annunciata”, per la quale le autorità competenti non hanno dimostrato sufficiente e tempestiva attenzione.

A Favara, insomma, è anche tempo di polemiche. “Sono stato ingiustamente additato – ha detto il sindaco del paese, Domenico Russello – come l’unico responsabile di questa tragedia, ma io sono sindaco solo da due anni e mezzo e ho fatto quello che dovevo fare. Ho la coscienza pulita”.

Il pimo cittadino, avvocato penalista, si è quindi concesso una difesa personale: “La famiglia Bellavia – ha continuato – aveva presentato nel 2003 una domanda per un alloggio popolare, ma non aveva allegato i documenti richiesti. Per questo era stata esclusa dalla graduatoria”.

“Tra l’altro – ha proseguito Russello – c’è un accertamento del Genio Civile che risale agli anni passati, a cavallo tra il ’99 e il 2000, che ha certificato la sicurezza dello stabile. E’ l’unico dato che a noi risulta, in questi giorni abbiamo visto la fotografia della palazzina prima del crollo e risulta che c’è un’aggiunta posticcia di una sopraelevazione, probabilmente abusiva, con copertura in cemento armato, con vasche di acqua che hanno avuto un effetto schiacciamento”.

 ”Non solo non c’era un’ordinanza di sgombero – ha ribadito il sindaco di Favara – ma neppure nessuna segnalazione e io non vado casa per casa a fare accertamenti. Io – ha concluso Russello – faccio un altro lavoro”.

Teorie e tecnicismi che i coniugi Bellavia vorranno presumibilmente rimandare a giorni più lontani; adesso è solo il momento dell’inconsolabile dolore.

Maria Saporito