Beppe Grillo: la Puglia ha preso atto delle intenzioni di Francesco Boccia sull’acquedotto e “lo ha mandato a fanculo”

“Boccia Show”, cosi’ il blog di Beppe Grillo definisce il video pubblicato su You Tube dalla segreteria di Francesco Boccia, in cui lo sconfitto delle primarie pugliesi sembre smentire se stesso in merito alla questione della privatizzazione dell’acquedotto pugliese.

Un video caricato su You Tube il 22 gennaio 2010, in cui Francesco Boccia si rivolge direttamente a Vendola esprimendo la propria idea di Pd e la sua visione della Puglia. Ma il tratto più interessante del video di Francesco Boccia, sono i primi minuti, quando l’economista barese avanza dure critiche a Beppe Grillo, il comico che anche attraverso il suo blog, si era fatto portatore delle istanze e della paure di quei pugliesi che vedevano nell’alleanza tra Pd e Udc alle prossime elezioni regionali, il trampolino di lancio della privatizzazione dell’acquedotto pugliese. A tutto probabile beneficio di Gaetano Caltagirone, suocero di Casini e costruttore romano con una quota del 7,5% nell’Acea, la municipalizzata romana dell’acqua.

Ma veniamo al video postato sul blog di Beppe Grillo. Francesco Boccia apre il suo intervento rivolgendosi direttamente al comico sulla questione dell’acquedotto pugliese. L’economista barese usa testuali parole “…un attacco di Grillo che non ho il piacere di conoscere, al quale chiedo ci siamo mai incontrati? Mi hai mai parlato? Hai mai discusso con me dei temi reali della Puglia e dell’Italia? Hai mai letto le cose che ho scritto? Mi accusate di voler privatizzare l’acquedotto ed è una calunnia, è falso, non l’ho mai detto, ho semplicemente detto della possibilità di far entrare i comuni nel capitale dell’acquedotto pugliese per rafforzare la parte pubbblica”.

Ma come evidenzia lo stesso blog di Beppe Grillo, in una intervista pubblicata dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 18 gennaio 2010 alla domanda “l’Aqp lo aprireste ai privati. giusto?”, Boccia rispose, stando all’articolo della Gazzetta: “pretendo che le famiglie del San Paolo di Bari non paghino nulla e i benestanti come me e Vendola paghino di più. E, per farlo, occorre aprire le porte della gestione alla competizione tra privati, pur tutelando la maggioranza in mano pubblica”.

Unendo le due affermazioni di Boccia emergerebbe quello che sarebbe stato il destino dell’acquedotto pugliese secondo l’economista: nessuna gestione al 100% in mano ai privati, ma ingresso dei comuni nel capitale (come ricorda Boccia) e allo stesso tempo ingresso dei privati (come rammenta Grillo allo stesso Boccia), con una quota di maggioranza che sarebbe restata in mano pubblica, fermo restando l’ingresso dei privati. Una porte aperta agli interessi di Caltagirone.

Dopo aver messo in evidenza questo strano cambiamento di marcia da parte di Francesco Boccia, Grillo, conclude con suo caratteristico e pungente sarcasmo: “la Puglia ha preso atto e lo ha mandato a fanculo”.

Enzo Lecci