Calcio, Juventus-Ferrara resta fino a domenica, poi il cambio

La Juventus è tornata in campo nel centro sportivo di Vinovo in vista della sfida di Coppa Italia di giovedì sera contro l’Inter.  La gastroenterite virale che ieri aveva fermato ben cinque bianconeri è stata superata e Amauri, De Ceglie, Diego e Zebina si sono regolarmente allenati con il gruppo, impegnato in esercizi di tecnica e in un lavoro tattico. Alessandro Del Piero, invece, ha svolto la seduta in palestra. La squadra, che oggi ha sostenuto la seduta davanti all’occhio vigile di Roberto Bettega, sosterrà domani pomeriggio l’ultimo allenamento prima dei quarti di finale di Tim Cup contro i nerazzurri a San Siro. Ciro Ferrara avrà a disposizione di nuovo Felipe Melo, squalificato sabato sera contro la Roma, ma dovrà fare a meno di Claudio Marchisio, fermato per 20 giorni da uno stiramento al retto femorale della coscia destra. Al suo posto dovrebbe partire titolare Antonio Candreva che agirà davanti alla difesa, con ai lati il franco-maliano Sissoko e il brasiliano. Davanti lo stesso “tridente” che ha affrontato i giallorossi formato da Diego, Amauri e Del Piero. In difesa Cannavaro riprenderà il suo posto al centro, al fianco di Chiellini. Grygera confermato sull’out di destra, vista l’indisponibilità di Caceres, mentre a sinistra giocherà Grosso, che domenica sera, contro la Lazio, sarà squalificato. In porta, visto che si tratta di Coppa Italia, dovrebbe toccare a Manninger, che finora ha difeso i pali della Juventus quando i bianconeri sono stati chiamati in causa nella competizione (contro il Napoli). Però, siccome Gianluigi Buffon è stato fermato dal giudice sportivo dopo l’espulsione patita contro la Roma e domenica sarà costretto a guardarsi la partita dalla tribuna, potrebbe toccare al portiere della Nazionale difendere la porta della squadra di Ferrara. Un Ferrara sempre più in bilico, sempre più lontano dalla panchina della Juventus ma sempre a bordo per mancanza di alternative. Per ora. A quanto pare i giocatori non riescono più a seguire le sue direttive in campo e i risultati lo confermano. Contro la Roma la Signora non avrebbe meritato la sconfitta, è vero. Ma l’ennesimo k.o. subito, il decimo stagionale, l’ottavo nelle ultime undici partite, ha gettato nello sconforto tutto l’ambiente. E’ vero che il destino è beffardo. Per una volta che meriti la vittoria, ti fai raggiungere su rigore e vieni superato in inferiorità numerica, quando bastava contenere gli avversari e accontentarti di un bel pareggio, che di questi tempi è grasso che cola. Ma è anche vero che la Juventus non dà l’impressione di saper cosa fare in campo e non è più in grado di imporre il proprio gioco all’avversario come accadeva ad inizio stagione. E di questo il colpevole è sicuramente l’allenatore. Sono i giocatori a scendere in campo, ma è il tecnico a disporli e a dargli le direttive tattiche. L’unica cosa di cui Ferrara non può avere colpa è la perdita di entusiasmo. Quello viene soltanto con i risultati. E quelli non arrivano da diverso, troppo tempo. Contro l’Inter, giovedì sera, potrebbe arrivare l’ennesima occasione di riscatto. Ma anche l’ennesima debacle che farebbe gettare la spugna alla dirigenza sul tecnico napoletano. Ciro Ferrara, uscendo anche dalla Coppa Italia dopo essere stato eliminato dalla Champions League,  sarebbe indifendibile. E il suo esonero sarebbe obbligatorio se si vuol salvare la stagione e il lavoro di tre anni, dalla serie B ad oggi. Giovedì sera di fronte ci sarà lo strapotere fisico dei campioni d’Italia, seppur rimaneggiati dal turnover, e vincere sarà veramente difficile. Quasi due mesi fa (il 5 dicembre) la Juventus ha avuto la meglio dei nerazzurri. Ma gli stati d’animo ora sono diversi. La squadra di Mourinho arriva dall’esaltante vittoria contro il Milan di Leonardo che, oltre ad essere giunta in dieci uomini per quasi tutta la partita, è arrivata dando l’idea di poter fare dell’avversario quello che vuole e quando vuole. La Juventus, invece, ha paura della propria ombra e basta un semplice spavento per farla rintanare. La sensazione, però, è che il tempo di Ferrara sia comunque terminato. Inter o non Inter. Coppa Italia o non coppa Italia. E che la dirigenza, in pieno accordo con la proprietà, nella persona di John Elkhann, sta già prendendo accordi per il sostituto. Se un traghettatore o un volto nuovo per un progetto a lungo termine questo non è dato saperlo. Sta di fatto che le ore di Ciro Ferrara sono ormai contate. Per lui questi ultimi giorni saranno da “Dead Man Walking” in attesa dell’esecuzione che arriverà al 99% lunedì, subito dopo la sfida contro la Lazio di Ballardini.

Andrea Bonino