Contraccettivi di ultima generazione: arriva la pillola dei “cinque giorni dopo”

Da oggi gli smemorati non avranno più scuse: mandate in soffitta le critiche per “RU486”, famigerata pillola abortiva che ha suscitato un vespaio di polemiche nelle cattolicissime stanze dei bottoni italiane, è in arrivo “ElleOne”, prontamente ribattezzata “la pillola dei 5 giorni dopo”. Un’arma in più contro le gravidanze indesiderate che desterà, ne siamo certi, nuove polemiche nei consueti duelli al fosforo che vedono opposte, specialmente in Italia le case farmaceutiche alle posizioni critiche del Vaticano e susseguenti cointeressenze politiche.

D’altra parte la notizia ufficiale viene direttamente da Alberto Aiuto dirigente della HRA Pharma, titolare del brevetto, il quale, in una nota rilasciata alle agenzie di stampa, ha confermato per questo farmaco l’avvenuta autorizzazione da parte dell’autorità farmacologica europea, l’Emea.

Il farmaco in questione contiene un principio attivo in grado di evitare una gravidanza ed è, così, da rubricarsi nella categoria dei “contraccettivi di emergenza”, ampliando di ben quattro giorni lo spettro di azione del precedente farmaco, noto col nome di “pillola del giorno dopo”.

Sebbene, quindi, non esista nessuna parentela scomoda con la famosa RU486, non è difficile prevedere che la notizia verrà strumentalizzata per segnare il campo dell’ennesimo scontro tra favorevoli e contrari e riaccendere vecchie (e mai sopite) polemiche sull’aborto.

ElleOne è già presente nei mercati di Spagna, Francia e Germania. In questi paesi l’adozione del nuovo farmaco anticoncezionale non è stata seguita dal codazzo di polemiche nostrano, segno di una politica incentrata sui problemi dei cittadini che non si perde in riverenze e svolazzi. A proposito: ricordavamo in precedenza le feroci polemiche che da noi hanno salutato la messa in commercio di RU486, alternativa farmacologica per l’aborto che evita le numerose complicanze dell’intervento tradizionale. Dopo l’approvazione da parte dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) il farmaco non è ancora disponibile nelle nostre farmacie. La giustificazione? “Non sono state ancora stampate le confezioni in italiano”. È proprio il caso di dirlo: Ubi maior, minor tardat.

Silviogiovanni Viola