Film in televisione: “Il pianista” di Roman Polanski

Questa sera, alle ore 21:10, Rete 4 trasmetterà il film drammatico, del 2002, “Il pianista” (titolo originale “The pianist”). La pellicola, diretta dal meraviglioso Roman Polanski, è interpretata da Adrien Brody, Thomas Kretschmann, Frank Finlay ed Emilia Fox. Il film è tratto dal romanzo autobiografico omonimo di Wladyslaw Szpilman, pianista ebreo di Varsavia che racconta l’invasione della città da parte delle tuppe tedesche.

Wladyslaw Szpilman (Adrien Brody) è un pianista ebreo di talento che lavora in radio. Durante l’esecuzione di un Notturno, sente delle esplosioni che rapidamente si avvicinano: è l’inizio della seconda guerra mondiale. Dopo pochi giorni Varsavia viene occupata dalle truppe tedesche. A seguito di ciò, vengono emanate alla popolazione ebraica una serie di restrizioni sempre più pesanti. Wladyslaw, che vive con i genitori e tre fratelli, viene licenziato dalla radio. Quando la famiglia esaurisce i risparmi, e dopo aver venduto anche il pianoforte, è costretta a trasferirsi nel ghetto di Varsavia…

Anche questa volta l’olocausto è raccontato da un maestro della cinepresa. Roman Polanski ha, più volte, dato al pubblico storie di morte e sofferenza (con “Rosemary’s baby“, “Macbeth“, “Oliver Twist“,…): questa volta ci racconta, anche con l’ausilio della sempre apprezzata musica classica, un’orribile spirale di deportazioni, fame, maltrattamenti, perdite d’identità e inutili omicidi. La storia non manca di crudo realismo, anche quando narra di piccoli tradimenti allo scopo di sopravvivenza. Il finale è commovente: Wladyslaw torna al piano, torna alla sua amata musica ma, dopo aver vissuto l’inferno,anche questa ha il sapore dello strazio. Ciò che conta è solo riuscire a recuperare la propria vita distrutta.

Il film è stato vincitore di tre Premi Oscar nel 2003, al miglior regista, al miglior attore protagonista (Adrien Brody) e alla migliore sceneggiatura non originale. Vincitore anche di sette Premi César e di una David di Donatello, il film è, assolutamente, da vedere.

Valentina Carapella