Il lavoratore sul tetto: proteste dagli operai Fiat

Palermo – Un gruppo di operai dell’indotto di Termini imerese sta bloccando l’ingresso dei Tir nello stabilimento. Nel frattempo continua per la settima notte consecutiva la protesta dei tredici dipendenti di Delivery mail, che stazionano stabilmente sul tetto della fabbrica.

Altra protesta a Pomigliano d’Arco. I 38 manifestanti della Fiat Auto sono prima saliti sul tetto minacciando di darsi fuoco, poi, dopo un corteo, hanno occupato l’ufficio del sindaco Della Ratta, chiedendo la riassunzione, anche in un altro stabilimento e accettando i tempi della dirigenza, ma con la certezza di essere tenuti in organico.

Sono tempi duri per la Fiat e specialmente per i suoi operai. L’azienda, infatti, ha reso noto che dal 22 febbraio al 7 marzo ci saranno due settimane di cassa integrazione per numerosi stabilimenti (Melfi, Termini Imerese, Pomigliano, Cassino, Mirafirori, la Sevel) per un totale di 30 mila lavoratori.

Preoccupati i sindacati, che denunciano la mancata pianificazione di una strategia aziendale volta a giustificare la cassa integrazione. Dal canto suo, l’ad Marchionne guarda all’estero rivolgendo l’attenzione all’acquisizione della Saab da parte della Spyker e prospettando scenari di gestione difficili.

Simone Cruso