Il Vaticano scende in campo contro Nichi Vendola

Già nella giornata di ieri, attraverso il portale ecclesiastico “Pontifex Roma”, all’indomani della vittoria alle primarie di Nichi Vendola, il Vescovo Emerito Giacomo Babini, dalla lontana Grosseto, era intervenuto per spiegare che “Come Vescovo che non cede alle lusinghe della modernità, dico che la pratica conclamata della omosessualità é un peccato gravissimo, costituisce uno scandalo e bisogna negare la comunione a tutti coloro che la professino, senza alcuna remora, proprio in quanto pastori di anime. Io non darei mai la comunione ad uno come Vendola“.

Niente di soprendente se detto da uno che spiega come “distinguere tra Islam moderato e estremo non ha senso” e che “bisogna svegliarsi dal letargo e difendersi dall ‘ Islam, prima di essere colonizzati“.
Posizioni che, perfino all’interno della Chiesa, sono folkloristiche e fuori dalla storia. O, perlomento, questo è quello che ufficialmente il Vaticano vorrebbe far passare come sua linea ufficiale, salvo poi mettere in discussione i diritti delle coppie di fatto in uno Stato laico quale dovrebbe essere l’Italia.

Ma oltre alle esternazioni del Vescovo Babini è presente, senza dubbio, la ferma intenzione della Chiesa romana di “scendere in campo” per evitare che le divisioni interne al centrodestra permettano ancora al “governatore omossessuale” di vincere le elezioni.
Ieri il Cardinal Bagnasco, presidente dei Vescovi Italiani, ha spiegato il suo più grande “sogno”: “veder nascere in Italia una nuova generazione di politici cattolici“.

Una sorta di indiretto appello all’unità di tutte le forze politiche di centro e di destra, dall’Udc al Popolo delle Libertà, da Rutelli ai movimenti cristiani radicali, per costruire una nuova stagione politica che metta al centro i dogmi e i valori cristiani della Chiesa.
D’altronde non è un mistero che il Vaticano sia da tempo preoccupato della trasformazione della destra italiana, da sempre fedele alleata della Chiesa, sempre più legata al protagonismo di Berlusconi e alle iniziative della Lega Nord.

Un appello prontamente ripreso dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che, proprio in merito alla situazione pugliese, ha invitato Casini a non perseverare sulla strada del “terzo polo” che, secondo tutti i sondaggi, favorirebbe proprio Nichi Vendola.
“Adriana Poli Bortone (appoggiata in Puglia dall’Udc, ndr) – ha detto in un’intervista a “La Stampa” – non verrà mai eletta. E’ evidente che si tratta solo di un tentativo di favorire la sinistra, e quindi Vendola. Ma fallirà. […] L’Udc ha scelto di rinunciare a svolgere un ruolo politico, laddove per politica si intende anzitutto l’incontro fra valori”.

Mattia Nesti